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Precari statali,scuola, pubblici 2014:contratti tempo indeterminato.Intervento Commissione Europea

Commissione europea boccia l’Italia sui 140mila precari della scuola: situazioni e motivi. Marcello Pacifico dell’Anief: “Non si può continuare a lasciare precario il personale”



Il premier Enrico Letta lo ha annunciato appena due giorni fa e il suo programma, in riferimento alla scuola crea già scompiglio. Propositi bocciati dall'Anief, secondo cui il vero e unico obiettivo del governo di riformare la scuola italiana non è quello di far uscire i nostri giovani dalla formazione un anno prima per adeguarci agli standard europei, ma solo di sopprimere 50 mila posti per risparmiare 1.380 milioni di euro con l’eliminazione dell’ultimo anno delle superiori.

Ma non è l’unica bocciatura incassata: è, infatti, arrivata la seconda bocciatura dell’Europa sui 140mila precari della scuola. La Commissione europea si chiede se ‘per garantire una certa flessibilità negli organici della scuola per far fronte, senza oneri eccessivi per lo Stato, a variazioni imprevedibili della popolazione scolastica sia veramente necessario autorizzare l’amministrazione a ricorrere a una successione di contratti a termine senza alcun limite quanto al numero dei rinnovi contrattuali e alla durata complessiva del rapporto.

Ben si potrebbe realizzare tale obiettivo anche prevedendo un numero massimo di rinnovi del contratto concluso con ciascuna unità di personale temporaneo o fissando un tetto massimo alla durata di detto contratto’.

Chiamata a giudicare se la normativa italiana rispetta i principi europei, la Commissione sostiene che ‘in tali circostanze non sembra si possa ritenere che la legislazione italiana sul reclutamento del personale docente e Ata a termine contenga criteri obiettivi e trasparenti al fine di verificare, in concreto, se il rinnovo dei contratti in questione risponda effettivamente a un’esigenza reale, sia atta a raggiungere lo scopo perseguito’.

Secondo Marcello Pacifico (Anief-Confedir), “Il governo italiano farebbe bene a tener conto di queste indicazioni della Commissione europea. Non si può continuare a lasciare precario il personale in presenza di diverse decine di migliaia di posti vacanti e disponibili”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il