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Legge Fini-Giovanardi consulta: marijuana differente droghe pesanti.Conseguenze per detenuti e Borsa

La Corte Costituzionale boccia la legge Fini-Giovanardi che equipara droghe leggere e pesanti: saranno riviste le pene dei detenuti. In Usa vola il Cannabis Index. Cos’è e motivi



La Corte Costituzionale boccia la legge Fini-Giovanardi che equipara droghe leggere e pesanti e con questa decisione viene, dunque, riesumata la legge Iervolino-Vassalli come modificata da referendum del '93, che prevede pene più basse per le droghe leggere. Tutto è iniziato dal ricorso presentato da un uomo di Trento che fu condannato a quattro anni di reclusione perché trasportava 3,8 chili di hashish senza aver avuto la condizionale.

I suoi legali hanno portato davanti alla consulta la legge Fini-Giovanardi, nata nel 2005, che equiparava le droghe pesanti a quelle leggere inasprendo di fatto le pene per queste ultime. Oggi circa 10mila persone sono in carcere per reati legati alle droghe leggere e ci si chiede cosa succederà per loro dopo la bocciatura della Fini-Giovanardi. Ora, per loro bisognerà ricalcolare la pena sulla base delle vecchie normative, riesaminando le posizioni di questi detenuti.

La decisione della Consulta apre, dunque, scenari difficili da definire e nuove possibilità in Borsa, se il mercato fosse libero, come sta accadendo negli Usa. Se, infatti, della bocciatura della legge Fini-Giovanardi si discute in Italia, sono in fermento anche negli Stati Uniti. I titoli azionari legati all’erba stanno registrando un vero e proprio boom tanto che si rischia una pericolosa bolla finanziaria. Si chiama Cannabis Index l’indice di riferimento.

Poichè prodotto agricolo, la marijuana viene prima di tutto coltivata e il settore delle apparecchiature e dei sistemi usati per questa fase è in grande fermento, come testimoniato dall’azienda FusionPharm e dal suo balzo da poco più di due mesi (+1.300%), una performance resa possibile da un sistema per risparmiare sull’acqua necessaria per le piante. Lo stesso vale per Advanced Cannabis Solutions e le sue serre, mentre GrowLife si è dovuta accontentare di un +250%.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il