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Obbligazioni 2014: previsioni e consigli analisti su cosa investire con volatilità alta borse

Non solo Bot e Btp: con la crisi degli Emergenti cambia la rotta sull’andamento delle obbligazioni. Previsioni e consigli analisti per buoni investimenti



Le economia dei Paesi Emergenti stanno perdendo valore:  l’uscita corposa di capitali internazionali dalle casse delle nuove economie, ha contribuito a svalutare alcune monete locali e ad allarmare gli investitori, perché le esportazioni mondiali rischiano di perdere valore, almeno in parte, contagiando il comparto azionario dei mercati, che vede nella ripresa del Pil la propria guida: questa l’analisi di CorrierEconomia, secondo cui è per questo quadro appena dipinto che il comparto obbligazionario, considerato quasi spacciato per quest’anno, riprende vigore.

Ma per la crisi degli Emergenti, gli analisti sono ora più prudenti nell’affermare che sarebbe meglio stare alla larga dalle obbligazioni. L’andamento dei prezzi dei titoli di Stato e delle obbligazioni societarie ha cambiato rotta, tornando su livelli più alti. Secondo CorrierEconomia, si può pensare che il rialzo dei rendimenti possa rallentare, spostando in avanti nel tempo il ritorno a valori superiori, al tempo stesso, ipotizzando una risalita graduale e contenuta.

Poi, in base alla propensione al rischio dell’investitore verranno definite le scadenze: scegliendo durate intermedie si potrà beneficiare di una discreta redditività, ma chi è più propenso al rischio e sceglie di investire da sette a dieci anni, potrà ottenere magari maggiori rendimenti, che saranno ancor più elevati se si sceglie un investimento oltre dieci anni.

Per un investimento diversificato e senza troppi rischi, gli analisti, sempre come riportato da CorrierEconomia, consigliano portafogli prudente, con una quota prevalente di liquidità destinata ai titoli con scadenza due anni, 50% del portafoglio, affiancati da durate annuali e triennali di identico peso. Se la prudenza è moderata, a tre anni si potrebbe avere un peso pari al 35% della componente obbligazionaria, che sale al 45% per la durata quinquennale. Il 20% rimanente suddiviso tra titoli con rimborso a 7, 10, 15 anni.

Se la propensione al rischio è maggiore, al 35% destinato alla durata triennale si somma la quota destinata alle emissioni quinquennali al 30%, il 15% ai titoli settennali e altrettanto ai decennali, il 5% alla durata 15 anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il