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Pensioni: la situazione della settimana aggiornata. Le ipotesi con nuovo Governo Renzi

Ancora solo promesse e proposte sulle pensioni. Tutto potrebbe di nuovo bloccarsi con crisi di governo. Ma cosa potrebbe cambiare con l’avvento di un nuovo governo Renzi? Situazione e possibilità



Il premier Letta rassegna le dimissioni irrevocabili e iniziano le consultazioni. Ora il presidente della Repubblica svolgerà nel più breve tempo possibile le consultazioni per avviare la complessa fase successiva che dovrà condurre a una efficace soluzione della crisi, quanto mai opportuna nella delicata fase economica e per affrontare al più presto l'esame della legge elettorale e delle riforme ritenute più urgenti.

Intanto Silvio Berlusconi ha dichiarato: “A Renzi faccio gli auguri di tutto cuore ma questo non significa che ciò che sta accadendo sia da iscrivere in ciò che può accadere un una democrazia perchè o il potere è democratico o non è democrazia”. E’ papabile, infatti, l’elezione di Renzi come premier e nel caso in cui la sua carica fosse confermata, ci si augura che vengano risolte situazioni rimaste in sospeso, a partire da quella delle pensioni. In queste ultime settimane, dopo l’approvazione della Legge di Stabilità, si sono susseguite promesse e proposte che, però, finora sono solo rimaste tali.

Per permettere un’uscita anticipata dal lavoro a determinate categorie di lavoratori, come precoci, usuranti, e non solo, il ministro del Lavoro ancora in carica, Enrico Giovannini, è tornato a proporre il cosiddetto prestito pensionistico. si tratta di un sistema che permetterebbe al lavoratore di scegliere, in maniera del tutto volontaria, di lasciare il lavoro due, tre anni prima rispetto all’attuale soglia dei 66 anni, ottenendo una sorta di prestito, appunto, che, come spiegato dal ministro Giovannini, potrà essere erogato da azienda stessa o dallo Stato. Maturati i requisiti richiesti per la pensione, bisognerà restituire quanto ricevuto in precedenza con la decurtazione del 10% sull'assegno mensile.

Tale prestito potrà essere richiesto preventivamente all'Inps e verrà erogato nella misura del 90 % calcolato sulla base dei contributi effettivamente versati. Ma al momento questa rimane ancora solo una proposta. Ancora aperte anche le questioni dell’innalzamento dell’età pensionabile per le donne e degli esodati.

Renzi, illustrando le linee guida del suo programma, ha pensato anche a loro. L’attuale sindaco di Firenze, infatti, pur ritenendo di non dover stravolgere la legge Fornero, ritiene dovervi apportare modifiche, a partire dalla necessità di risolvere la questione degli esodati, al rimettere mano all’equiparazione della pensione tra uomini e donne, al fatto che “chi oggi versa contributi per carriere discontinue o non avrà una pensione, o la avrà da fame”.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il