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Vendita frutta, verdura all'esterno fuori bancarelle mercato e negozi: multe e sanzioni previste

Vendita di verdura e frutta e verdura all’aperto diventa reato nel 2014: i rischi. La sentenza della Cassazione. Quando scattano le sanzioni



Vendere frutta e verdura in bancarelle all’aperto diventa reato nel 2014: la decisione è stata presa dopo che la Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un commerciante di Pomigliano d'Arco per aver esposto all'aperto tre cassette di verdura, all'esterno del suo esercizio commerciale.

Il fatto risale a marzo 2009, quando Mario B., venditore ortofrutticolo, è stato sanzionato con un'ammenda per aver violato la legge 283 del 1962, in materia di ‘disciplina igienica della produzione e della vendita delle sostanze alimentari e delle bevande’. Il commerciante, attraverso i suoi avvocati, aveva presentato ricorso in Cassazione sostenendo che il Tribunale di Nola, nella sentenza dell'aprile 2013, aveva puntato il dito contro l’esposizione all'aperto della verdura, non tenendo conto di eventuali segni che dimostrassero lo stato di cattiva conservazione o l'inosservanza di determinate prescrizioni in tal senso. In reato, in generale, dovrebbe scattare quando è evidente il rischio di inquinamento e smog, anche se si tratta di una norma davvero improponibile.

Ma la sentenza della Cassazione ha dato ragione al Tribunale di Nola, stabilendo che, affinchè si configuri il reato per cui è stata inflitta la sanzione, non è necessario che ci siano rischi per la salute dei consumatori, ma è sufficiente che si vada contro l'ordine alimentare, che è orientato ad assicurare il consumatore che la sostanza alimentare (in questo caso frutta o verdura) arrivi a quest'ultimo con le garanzie igieniche imposte dalla sua natura.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il