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Pensioni usuranti e precoci: il punto della situazione aggiornato.

Nuove speranze per precoci e usuranti con l’avvento dell’esecutivo Renzi: cosa potrebbe succedere per loro e cambiamenti possibili. La situazione



Lavoratori precoci e usuranti tornano a sperare che qualcosa cambi nell’attuale sistema previdenziale. Dopo il timore di qualche giorno fa per le dimissioni di Enrico Letta e il conseguente eventuale blocco delle modifiche alle pensioni di cui si è tanto discusso in queste ultime settimane, successive all’approvazione della nuova Legge di Stabilità, i lavoratori che sperano di andare presto in pensione tornano a sperare, grazie all’eventuale avvento dei un nuovo esecutivo guidato da Matteo Renzi.

Il segretario del Pd, infatti, pur avendo più volte ribadito di appoggiare la legge Fornero e di non volerla stravolgere, ha, allo stesso tempo, affermato di essere aperto a modifiche in tal senso, ammettendo che essa ha in realtà dato vita ad una serie di problemi che vanno assolutamente risolti.

Correzioni in vista, dunque, per evitare che diventi sempre più consistente l’esercito degli esodati, lavoratori prossimi alla pensione che a causa dell’innalzamento dell’età pensionabile stabilito dalla legge Fornero rischiano ora di rimanere senza lavoro e senza pensione; e per sostenere l’uscita anticipata di precoci ed esodati, lavoratori che per mansione svolta o perché hanno iniziato a lavorare da giovanissimi sono impossibilitati a rimanere a lavoro fino a 66 anni, soglia fissata dalla legge Fornero.

Con l'avvento del nuovo esecutivo saranno però in dubbio sia il prestito pensionistico di Giovannini che la legge per gli esodati annunciata dalla presidente della Camera Laura Boldrini entro marzo.

Ricordiamo che il prestito pensionistico di Giovannini prevede un’uscita anticipata dei lavoratori ai quali mancano pochi anni al raggiungimento della pensione, possibile attraverso, appunto, un prestito da parte dell'Inps. Il lavoratore otterrebbe, infatti, un assegno pari a circa l'80% del proprio stipendio fino al raggiungimento dei requisiti richiesti per accedere alla pensione, raggiunti i quali dovrà poi rendere le somme percepite attraverso una decurtazione pari al 15-20% dell'assegno pensionistico finale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il