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Pensioni Governo Renzi ultime notizie: cambiamenti possibili. Il programma sulla previdenza

Idee chiare di Renzi per migliorare il welfare italiano: solo promesse o cambierà davvero qualcosa? Molto dipenderà dalla scelta dei ministri che sceglierà



Non stravolgerà l’impianto dell’attuale legge Fornero ma sicuramente penserà a modifiche per risolvere innanzitutto, una volta per tutte la questione esodati; per chiarire i problemi sull’innalzamento dell’età pensionabile anche per le donne, e pensare a forme di sostegno per coloro impossibilitati a rimanere a lavoro fino alla soglia prevista oggi dei 66 anni. Le idee del nuovo premier Matteo Renzi su come lavorare per migliorare il welfare italiano sembrano piuttosto chiare.

Tutto sta a vedere se effettivamente saranno misure che verranno messe in atto o rimarranno, come ormai siamo abituati, promesse e parole. Molto dell’attuazione dei suoi piani dipenderà certamente dalla scelta dei ministri che lo affiancheranno. Per esempio, al Lavoro, a sostituire il ministro Enrico Giovannini, fra i nomi papabili quello di Guglielmo Epifani, ex segretario della Cgil, che, in quanto tale, molti auspicano perché lavorerebbe sicuramente a favore di lavoratori e pensionandi.

Epifani si è sempre schierato contro la legge Fornero, sostenendo che “Vanno fatte due operazioni: allargare il numero di coloro ai quali il governo deve dare delle risposte; pensare non solo agli esodati in essere, ma anche all'altra tipologia di esodati che si creerà con l'innalzamento del pensionamento generato dalla legge Fornero”. Fra gli altri nmi che circolano, quello di Marianna Madia già nella squadra di Renzi con la delega al Lavoro ai tempi della stesura del Jobs Act; Mauro Moretti, amministratore delegato del gruppo Ferrovie dello Stato dal 2006 ed ex segretario nazionale della Cgil Trasporti dal 1986 al 1991; Pier Carlo Padoan, presidente dell'Istat che potrebbe anche essere destinato allo Sviluppo economico; Tito Boeri, economista; e del senatore Piero Ichino.

Come Epifani, anche per Boeri, “la legge delle pensioni è stata varata dal governo Monti in piena emergenza e in tempi molto stretti ed è perciò sicuramente migliorabile. Ma non si può tornare indietro”. Si potrebbe pensare slo a eventuali modifiche a favore di un’uscita più flessibile. E anche Ichino ha sempre detto di sì all'introduzione di un meccanismo di flessibilità.


 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il