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Pensioni usuranti e precoci Governo Renzi: modifiche e cambiamenti con Ministri possibili

Più flessibilità in uscita per lavoratori precoci ed usuranti: cosa potrebbe cambiare con l’avvento di Renzi e possibili interventi. Si riaccendono le speranze di modifiche alle pensioni



Flessibilità in uscita: sembra essere questa la parola d’ordine su cui sta lavorando il nuovo premier Matteo Renzi per quanto riguarda previdenza e welfare italiano. Idea, tra l’altro, condivisa dai nomi più papabili al ruolo di ministro del Lavoro. A sostituire Enrico Giovannini potrebbero infatti arrivare Guglielmo Epifano, o Pietro Ichino o Tito Boeri, tutti dalla parte di modifiche all’attuale legge Fornero, tutti pronti ad impegnarsi per sostenere una pensione anticipata per determinate categorie di lavoratori e pronti a sciogliere, una volta per tutte, il nodo esodati.

Troppe, infatti, le persone in ballo, migliaia di migliaia, che rischiano ancora di rimanere senza reddito da lavoro e senza pensione. Come già sostenuto mesi fa, essi rappresentano un’urgenza sociale del nostro Paese per cui è diventato necessario e improrogabile far qualcosa, esattamente come per precoci ed usuranti.

Sono lavoratori, e se ne ha la piena consapevolezza, impossibilitati a rimanere fino all’attuale soglia dei 66 per raggiungere i requisiti richiesti per la pensioni. Sono persone che hanno iniziato a lavorare giovanissimi, a 15, 16 anni, o che svolgono mansioni e lavori appunto usuranti, come i lavoratori di miniere o di fabbriche, che non possono rispettare quanto attualmente previste. Servono, dunque, cambiamenti e Renzi, pur avendo chiara l’idea di mantenere l’attuale impianto pensionistico, pensa a modifiche in tal senso. E, con lui nuovo premier e forse Guglielmo Epifani ministro del Lavoro, qualcosa potrebbe muoversi davvero. 

Epifani, intervenendo tempo fa sulle pensioni, avrebbe innanzitutto ribadito la necessità di affrontare e risolvere una volta per tutte la questione esodati, per cui “vanno fatte due operazioni: allargare il numero di coloro ai quali il governo deve dare delle risposte; pensare non solo agli esodati in essere, ma anche all’altra tipologia di esodati che si creerà coll’innalzamento del pensionamento generato dalla legge Fornero”. Poi è intervenuto sull'innalzamento dell'età pensionabile per le donne, da lui mai approvato  e per cui annuncia: “Rimetteremo mano alla situazione”.

Equiparare l’età pensionabile fra uomini e donne, portandola a 66 anni per tutti, infatti, è stato ritenuto da molti un’iniquità. Interventi anche per usuranti e precoci per cui sono già allo studio ipotesi di uscita anticipata dal lavoro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il