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Governo Renzi, programma, riforme ed elenco ministri possibili

Taglio ai costi della politica, lavoro, pensioni, scuola: le riforme annunciate del nuovo premier Matteo Renzi. La squadra di governo che sceglierà inciderà molto sull’attuazione dei suoi piani



Matteo Renzi è arrivato a Montecitorio per le consultazioni con le forze politiche in vista della formazione del nuovo governo. Il governo sarà pronto “entro il fine settimana”, assicura intanto Graziano Delrio. “Il lavoro procede bene. Siamo tranquilli”. Costi della politica, riforme, lavoro, pubblica amministrazione, pensioni, esodati, indulto e amnistia, scuola: queste le priorità che Renzi intende affrontare entro i primi cento giorni, che poi corrispondono all’appuntamento con le elezioni europee, primo vero test per il premier.

Il tutto da mettere in atto in tempo prestabiliti: a marzo il lavoro, ad aprile la riforma della Pubblica amministrazione, a maggio la riforma del fisco. Renzi precisa: "Lavoreremo sui contenuti". 

Renzi ha confermato come, il mese di febbraio, servirà per lanciare le basi delle riforme già messe sul tavolo nell’accordo con Berlusconi dello scorso 18 gennaio, mentre, da marzo, verrà affrontato il nodo del lavoro. Proprio il comparto lavoro è quello che ha maggiormente risentito negli ultimi anni, causa crisi e legge Fornero, per cui bisogna tornare a parlare in termini di occupazione, diritto al lavoro e ammortizzatori sociali.

In realtà, il piano di Renzi sul lavoro esiste già ed è quel piano battezzato jobs act presentato già tempo fa, in occasione delle primarie del Pd. Il Jobs act dovrebbe rappresentare il primo passo verso una controriforma Fornero. Nelle intenzioni di Renzi, non il completo stravolgimento dell’attuale impianto previdenziale ma qualche modifiche per risolvere la questione esodati, sostenere un’uscita flessibile dal lavoro per alcune categorie di lavoratori, rivedere l’innalzamento dell’età pensionabile per le donne, intervenendo poi sull’occupazione giovanile, decisamente da sostenere; pensare alla possibilità di accedere a contratti più lunghi e sicuri; e potenziare settori dell’economia più dinamici, come la green economy e il made in Italy, per cui dovrebbe esserci anche un ministero ad hoc.

Allo studio anche novità per la scuola, dalla revisione degli stipendi degli insegnanti, a una maggiore formazione di inglese, a un liceo a 4 anni; e su indulto e amnistia, cui da sempre Renzi si dice contrario. Gran parte del lavoro che si svolgerà e delle misure che verranno messe in pratica dipenderà dalla squadra di governo che Renzi sceglierà.

Diversi i nomi che circolano da giorni sui vari Ministeri. Partendo dal Lavoro, ad Enrico Giovannini potrebbe subentrare Guglielmo Epifani,Tito Boeri o Pietro Ichino; dovrebbe invece essere riconfermata agli Esteri Emma Bonino; alla Giustizia la Cancellieri potrebbe essere sostituita da Vetti del Csm o da Livia Pomodoro. Tra i principali nomi, Alfano dovrebbe rimanere al Viminale, Lupi alle Infrastrutture e Lorenzin alla Sanità. Quasi certo lo Sviluppo Economico a Franco Bernabè, mentre Federica Mogherini potrebbe andare ai Rapporti con l'Ue.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il