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Governo Renzi: programma imprese, aziende, famiglie. Cosa può cambiare

Taglio Irpef e Irap, sostenere l’occupazione, pensare al reddito minimi per chi non lavoro: alcuni dei punti allo studio del nuovo governo Renzi. Cosa potrebbe cambiare per imprese e famiglie



“Ho ricevuto l'incarico di provare a formare il nuovo governo, ho accettato con riserva, con la responsabilità e il senso della rilevanza di questa sfida. Ho ringraziato il Presidente e gli ho assicurato che metterò tutto l'impegno e l'energia di cui saremo capaci in questa sfida difficile”: così Matteo Renzi, nuovo premier incaricato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Il premier incaricato ha detto: “Il Presidente mi ha rappresentato in modo compiuto e articolato l'esito delle consultazioni, che è quello di un allungamento di questa legislatura. Dunque, sapendo che il senso dell'urgenza è importante, ci prendiamo il tempo necessario”. Il premier incaricato ha inoltre scandito i tempi del suo programma di lavoro: “A febbraio riforme costituzionali, a marzo lavoro e occupazione, ad aprile la riforma della pubblica amministrazione e a maggio la riforma del fisco”.

Allo studio misure per famiglie, imprese e aziende. Il piano di lavoro del nuovo governo parte innanzitutto dalla necessità di allargare le tutele economiche e sociali per chi lavora e, per chi dovesse perdere il posto, a quella di ragionare sul cosiddetto reddito minimo garantito; alla creazione di occupazione per sostenere una situazione lavorativa che oggi in Italia riporta numeri decisamente allarmanti. Altro punto di lavoro è investire in infrastrutture e ridurre l’Irpef sui redditi da lavoro.

Bisogna, infatti, alleggerire il prelievo per i contribuenti dal reddito medio e medio-basso. L'ipotesi è quella di una riduzione di un punto delle prime due aliquote: quella del 23% che si paga ora fino al 15.000 euro e quella del 27% che si versa fino a 28 mila euro. L'impatto sarebbe su tutti i cittadini ma con queste due aliquote pagano le tasse 34 milioni dei 41 milioni di contribuenti che presentano la dichiarazione dei redditi. Il problema è il costo elevato: circa 5 miliardi di euro.

Meno costoso (o comunque più facilmente modulabile) un aumento della no-tax area, cioè la soglia di 'non tassazione' ora a 8.000 euro per i dipendenti e a 7.500 euro per i pensionati. Altro intervento riguarda invece le imprese e prevede un alleggerimento Irap finalizzato al rilancio dell'occupazione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il