Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Renzi: cosa potrebbe cambiare. Si fa il nome di Damiano.

Uscita anticipata e più flessibile dal lavoro: le ipotesi allo studio se Cesare Damiano diventasse davvero nuovo ministro del Lavoro al posto di Giovannini. E l’ipotesi del prestito pensionistico?



Cesare Damiano, insieme a Guglielmo Epifani, è il nome che circola e che potrebbe sostituire al ministero del Lavoro l'attuale ministro Enrico Giovannini. E, se così fosse, ne sarebbero contenti in molti, soprattutto lavoratori e pensionandi. Damiano, infatti, si è sempre schierato dalla loro parte, ribadendo più volte la necessità di modificare l'attuale legge pensionistica di pensare a misure a sostegno degli esodati e di un'uscita più flessibile da lavoro.

Sulle pensioni anticipate, di vecchiaia e anzianità, Damiano ha  invitato più volte il governo Letta a pensare a soluzioni per permettere l'uscita dal mondo del lavoro in maniera flessibile, anticipando di due anni la possibilità di andare in pensione.

Secondo Damiano bisognerebbe creare una forbice che va dai 62 anni ai 70 anni con regole differenti, per mantenere distinti lavori precoci, usuranti e non. E ci si chiede ora con il suo probabile arrivo nella nuova squadra di governo di Matteo Renzi, possa tornare, ed essere messa in pratica, l’ipotesi di quel prestito pensionistico presentato da Giovannini.

Questo meccanismo permette al lavoratore di lasciare prima di due o tre anni, ottenendo una prestito dallo Stato o dalle aziende stesse, che dovrà poi essere restituito una volta raggiunti i requisiti richiesti.

Tutto è ancora in gioco e l’Inps, dal canto suo, ha fatto sapere di avere dei forti dubbi sulla possibile realizzazione del prestito previdenziale, a causa dei costi che potrebbe comportare. Bisognerà, dunque, attendere le prossime settimane per sapere cosa cambierà effettivamente nel governo italiano.

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di Marianna Quatraro pubblicato il