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Pensioni donne, uomini Governi Renzi: cambiamenti sarebbero possibili con Ministro Lavoro Damiano

Damiano nuovo ministro del Lavoro e ritorno del sistema flessibile di uscita dal lavoro? Cosa prevede con incentivi e penalizzazioni



Rimettere mano alle pensioni per intervenire anche sull'innalzamento dell'età pensionabile per le donne. Perseguire questo obiettivo e pensare di poter dare finalmente risposte a quanti chiedono modifiche alle pensioni da mesi, sembra essere sempre più possibile e a prospettare questa possibilità i nomi che circolano per il posto al Ministero del Lavoro, per sostituire l'attuale ministro Enrico Giovannini, nella squadra di governo di Renzi.

Si contendono, infatti, il posto, l'ex segreatario della Cgil, Guglielmo Epifani e il presdente della commissione Lavoro, Cesare Damiano. Circola anche il nome di Tito Boeri. Se, per Epifani “vanno fatte due operazioni: allargare il numero di coloro ai quali il governo deve dare delle risposte; pensare non solo agli esodati in essere, ma anche all'altra tipologia di esodati che si creerà con l’innalzamento del pensionamento generato dalla legge Fornero, e rivedere le pensioni per le donne”, Damiano rilancia su una maggiore flessibilità in uscita, rilanciando quanto aveva già proposto tempo fa.

Mesi fa, infatti, Cesare Damiano aveva avanzato l'ipotesi di permettere ai lavoratori la possibilità di uscire dal lavoro con qualche anno di anticipo in cambio di una riduzione dell'importo dell'assegno pensionistico mensile. Lo schema prevedeva la possibilità di andare in pensione tra i 62 e i 70 anni, con almeno 35 anni di contributi, con penalizzazione nell’età compresa tra i 62 e i 65 anni, e un incentivo tra i 67 e i 70 anni.

Nel caso di pensionamento a 62 anni sarebbe prevista una riduzione pari all'8%, a 63 del -6%, a 64 anni del -4%, a 65 del 2%. Superati i 66 anni, invece, scatterebbero incentivi che prevederebbero a 67 anni un bonus di un +2%, a 68 anni +4%, a 69 anni +6%, a 70 anni +8%

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il