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Pensioni Governo Renzi ultime notizie:cambiamenti a Legge Fornero attuale con i Ministri possibili

Nessuno stravolgimento della legge Fornero ma maggiore flessibilità in uscita per possibili successori del ministro Giovannini. Nomi canditati e ipotesi



Si sono succeduti in questi ultimi giorni nomi dei nuovi possibili ministri del Lavoro che potrebbero prendere il posto dell’attuale Enrico Giovannini: da Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro, a Tito Boeri, a Guglielmo Epifani, ex segretario della Cgil, a Pietro Ichino, favorevole anch’egli ad un meccanismo di maggiore flessibilità ma per cui, al tempo stesso, la legge Fornero non andrebbe del tutto stravolta; a Guido Tabellini, professore ed ex rettore dell'Università Bocconi di Milano.

Se le posizioni di Damiano ed Epifani, dalla parte di una maggiore flessibilità in uscita sono rinomate così come la decisa convinzione di porre fine, una volta per tutte, alla questione esodati, Tabellini dice sì alla tassazione aggiuntiva degli assegni corrisposti con il sistema retributivo per equipararle a quelli pagati con il sistema contributivo e alla riduzione della spesa sociale per le pensioni per diminuire il cuneo fiscale. Secondo Tabellini, infatti, “Se il governo annunciasse e poi davvero riuscisse a realizzare questi obiettivi, sarebbe una svolta determinante rispetto al passato”.

Altra ipotesi allo studio, la possibilità di affidare il ministero a Pier Carlo Padoan,presidente dell’Istat, secondo cui l'allungamento dell'età pensionabile va in direzione della sostenibilità dei conti pubblici, e nel medio periodo può aiutare la crescita perché si creerebbero posti di lavoro e ci potrebbe essere un effetto positivo sui consumi. 'Candidate' alla sostituire Giovannini anche Marianna Madia, già nella squadra di Renzi con la delega al Lavoro, e Lucrezia Reichlin, economista che è anche data tra i candidati al ruolo di vicegovernatore della Banca d'Inghilterra, favorevole alla rivalutazione delle pensioni medio-basse per l'integrazione dei fondi pensioni privati. Ma le speranze per la nomina si accendono soprattutto per Damiano ed Epifani.

Il primo ha fatto sempre sentire la sua voce dalla parte dei lavoratori e degli esodati, promotore di una proposta basata sulla flessibilità del sistema delle pensioni. Questa prevedeva la possibilità per i lavoratori di andare in pensione con qualche anno di anticipo in cambio di una riduzione dell'importo dell'assegno pensionistico mensile, permettendo di lasciare tra i 62 e i 70 anni, con almeno 35 anni di contributi, con penalizzazione nell’età compresa tra i 62 e i 65 anni, e un incentivo tra i 67 e i 70 anni.

Il sistema di incentivi e disincentivi prevedeva nel caso di pensionamento effettivo a 62 anni si applicherà la percentuale di riduzione pari all'8%; a 63 quella del -6%, a 64 anni del -4%, a 65 del 2%, mentre dopo i 66 anni scatterebbero incentivi, nelle misure del 2 % a 67 anni, del 4 a 68, del 6 a 69 anni, dell’8 a 70 anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il