Pensioni donne e uomini Governo Letta: in base a nuovi Ministri i cambiamenti e modifiche possibili

Rimettere mano alla questione dell’innalzamento dell’età pensionabile per le donne: che fine faranno prestito pensionistico e opzione contributivo? Le possibilità con nuovo governo Renzi e nuovi ministri



Rimettere mano alla questione dell’innalzamento dell’età pensionabile per le donne: questo potrebbe essere uno dei primi impegni cui assolverebbe Guglielmo Epifani, ex segretario della Cgil, se dovesse essere nominato ministro del Lavoro al posto di Enrico Giovannini. E non solo. Con il nuovo governo Renzi e i possibili ministri (in ballo i nomi di Epifani, Damiano, Marianna Meda già della squadra di Renzi, Ichino, Boeri, Padoan), in realtà, non è prevista una vera e propria modifica dell’attuale legge previdenziale, ma una possibilità di pensione anticipata, per uomini e donne, che sarà su base volontaria.

Potrebbe, dunque, tornare in scena l’ipotesi del prestito pensionistico del ministro Giovannini, o la possibilità dell'opzione contributivo per le donne, che permetterebbe alle lavoratrici di ritirarsi con 57 anni di età e 35 di contributi se dipendenti, 58 anni di età e 35 di contributi se autonome, ma solo se si sceglie il sistema contributivo, il che significa accettare di ricevere comunque un assegno finale più basso.

L'Inps, però, vorrebbe posticipare questa opportunità, spostando i requisiti di età considerando l'aumento delle aspettative di vita e il termine originariamente fissato al 2015, utilizzando il sistema delle finestre mobili.

In questo contesto, Damiano, presidente della Commissione Lavoro, ha rilanciato “Continuo a sostenere la flessibilità in uscita anche se costa”, cosa che avrebbe impatto positivo sia sul pensionamento delle donne, sia per lavoratori precoci e usuranti che avrebbero possibilità di lasciare prima il lavoro, senza rimanere necessariamente fino ai 66 anni, soglia fissata dall’attuale legge.

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di Chiara Compagnucci pubblicato il