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Regione Sicilia: commissariamento finito. Novità proposta Legge Crocetta abolizione province

E’ crisi in Sicilia: scadono i termini di commissariamento, si parla ancora di Consorzi mentre dipendenti temono per loro stipendi. La situazione



Sono scaduti i termini per il commissariamento e, da sabato scorso, 15 febbraio, gli enti provinciali della Sicilia sono nelle mani dei dirigenti. E’ crisi nel governo regionale: la riforma di Crocetta, che avrebbe dovuto cancellare definitivamente, in anticipo rispetto ai tempi dello Stato, le Province, sembra ormai essere stata superata e il disegno di legge che avrebbe dovuto trasformare le Province in Consorzi di Comuni non è stato approvato in tempo utile dall’Ars.

Esso conteneva anche il prolungamento della gestione commissariale degli enti, fino al prossimo aprile. Ma Crocetta ha intenzione di portare in aula il ddl sull’abolizione delle province nelle prossime settimane: questo propone di costituire i liberi consorzi tra Comuni in quei territori dove si passino i 150mila abitanti, in aggiunta alle nove province già presenti sul territorio siciliano. A guidare i consorzi, dovrebbero essere i sindaci dei municipi associati, che dovrebbero eleggere un presidente, senza alcun esborso per le casse pubbliche. Rimarrebbero, invece, al loro posto le strutture dirigenziali e l’organico dei dipendenti.

I Consorzi sarebbero un modo dei Comuni per acquisire competenze e funzioni amministrative delle ex Province al momento commissariate da Crocetta in attesa del completamento del processo di abolizione delle Province stesse.

La situazione di fine commissariamento fa ora temere anche per gli stipendi dei dipendenti regionali. I lavoratori della Regione e degli enti, dei Comuni, delle Province e delle partecipate aspettano risposte adeguate che diano garanzie sul loro futuro lavorativo e retributivo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il