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Pensioni Governo Renzi ultime notizie: il punto questa settimana aggiornato

Poletti nuovo ministro del Lavoro. Deluse le aspettative per chi si aspettava i nomi di Epifani e Damiano. Come lavorerà il nuovo ministro sulle pensioni?



Qualcosa potrebbe iniziare a cambiare dopo la nomina dei nuovi ministri dell’Economia e del Lavoro, e probabilmente le modifiche tanto auspicate sulle pensioni potrebbero tornare ad essere discusse. Una maggiore flessibilità in uscita, misure a sostegno di lavoratori precoci e usuranti, soluzioni definitive per esodati e Quota 96 e interventi sull’innalzamento dell’età pensionabile per le donne.

Queste le richieste di molti fra associazioni, sindacati e pensionandi, finora sempre messe da parte. Si sono, infatti, susseguite ipotesi di modifiche e promesse che però, alla fine, sono sempre rimaste solo parole. E ci si chiede se l’avvento del nuovo governo possa portare davvero a interventi auspicati. La strada sarebbe stata più semplice, forse, se al Ministero del Lavoro fossero stati nominati Guglielmo Epifani o Cesare Damiano, da sempre, notoriamente, dalla parte degli esodati, pronti a ribadire in ogni momento la contrarietà alle norme dell’attuale legge Fornero e la necessità di rimettervi mano.

Ma, contrariamente alle voci che circolavano da settimane, nuovo ministro del Lavoro è Giuliano Poletti e nuovo ministro dell’Economia è Pier Carlo Padoan. Bolognese, sposato e padre di due figli, Poletti dal 2002 guida Legacoop e dal 2013 Adc, l’alleanza nata tra cooperative rosse e bianche alla testa della quale ha preso il posto di Luigi Marino, sbarcato lo scorso anno al Senato con Scelta Civica.

Di formazione prettamente economica, lavorerà, o per le meno dovrebbe, a sostegno della tutela del lavoro nel nostro Paese, sostenendone la ripresa. Riduzione della giungla contrattuale, con poche tipologie in alcuni casi più flessibili ma tutele rafforzate rispetto a oggi; crediti d’imposta significativi per chi assume.

Rafforzamento della cogestione aziendale rispetto a oggi; incentivi per l’imprenditoria giovane e femminile, per quella innovativa e per le aggregazioni tra piccole e medie aziende; una forte accelerazione al rimborso dei debiti da parte della pubblica amministrazione: queste le linee guida del suo eventuale programma di lavoro.

E sulle pensioni? Bisognerà aspettare se Poletti lavorerà seguendo la linea di lavoro di Renzi, e cioè modifiche alla legge Fornere per risolvere la questione esodati, e si tornerà a discutere della proposta del prestito pensionistico dell’ormai ex ministro Giovannini, che permetterebbe a determinate categorie di lavoratori di andare in pensione due o tre anni prima rispetto alla soglia fissata dei 66 anni.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il