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Pensioni Governo Renzi ultime notizie: cambiamenti con Ministri Poletti e Padoan possibili

Nuovi ministri Economia e Lavoro, Padoan e Poletti: cosa potrebbe cambiare ora per lavoro e pensioni e quali modifiche saranno davvero realizzate?



Le nomine dei ministri dell’Economia e del Lavoro stanno facendo riflettere su come potrebbero cambiare le cose. Se, infatti, nelle scorse settimane i nomi circolati di Guglielmo Epifani, ex segretario Cegil, e Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro, facevano ben sperare su possibili modifiche richieste da sempre da sindacati, associazioni e pensionandi, ora con le nomine di Pier Carlo Padoan e Giuliano Poletti c’è qualche dubbio da fugare e timore da evitare.

Sono due ministri che, sulle pensioni, non hanno mai criticato apertamente la Legge Fornero, ma hanno manifestato intenzioni di cambiamento sul lavoro. Ma, proprio modificando il lavoro, potrebbero arrivare modifiche anche sul fronte delle pensioni, a partire dalla possibilità di uscita flessibile (anche con penalizzazioni) per permettere ai più vecchi di uscire, cercando di arginare la formazione dell’esercito degli esodati, e far assumere i più giovani; per arrivare a misure che possano risolvere le iniquità sociali per precoci, usuranti e per stessi esodati.

Le richieste sono sempre quelle di una maggiore flessibilità in uscita che possa sostenere determinate categorie di lavoratori, come precoci e usuranti, o anche l’uscita anticipata delle donne dal lavoro, ma bisognerà lavorare molto per definire eventuali interventi. E se il nuovo ministro dell’Economia Padoan si dice dalla parte di una riforma del lavoro, compito del ministro del Lavoro Poletti sarà trattare con i sindacati ed è da lui che si aspettano modifiche all’attuale legge Fornero per quanto riguarda i casi di iniquità su precoci, usuranti, esodati e un meccanismo di flessibilità di uscita anticipata per le pensioni di anzianità, vecchiaia e per le donne e gli uomini.

Le richieste al ministro Poletti riguardano contratto a tempo indeterminato per i neoassunti, per i primi 3 anni niente tutele dell'articolo 18 e decontribuzione per l'impresa; contratti flessibili solo per esigenze produttive, sussidio di disoccupazione universale per chi perde il lavoro, corsi di formazione per essere ricollocati, riforma dei centri per l'impiego, coordinati e indirizzati da una Agenzia unica federale, legge sulla rappresentatività sindacale.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il