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Governo Renzi: programma. I punti principali in base a Ministri ufficiali scelti e non solo

Riforma elettorale, scuola, lavoro, pensioni, tasse: il programma del nuovo governo Renzi. Quali misure con ministri annunciati venerdì scorso da premier incaricato?



Venerdì 21 febbraio, nel tardo pomeriggio, il nuovo premier incaricato Matteo Renzi ha comunicato i nomi dei ministro che compongono ormai la sua squadra di governo e, nel dettaglio, sono: all’Economia, Pier Carlo Padoan; all’Interno, Angelino Alfano (Ncd); agli Affari esteri, Federica Mogherini (Pd); alla Giustizia, Andrea Orlando (Pd); alla Difesa, Roberta Pinotti (Pd); allo Sviluppo economico, Federica Guidi; alle Infrastrutture e trasporti, riconfermato Maurizio Lupi (Ncd), così come alla Salute, riconfermata Beatrice Lorenzin (Ncd); mentre alle Politiche agricole, Maurizio Martina (Pd). All’Ambiente Gianluca Galletti (Udc); al Lavoro e politiche sociali, Giuliano Poletti; all’Istruzione, università e ricerca, Stefania Giannini (Sc); ai Beni e attività culturali, Dario Franceschini (Pd); alle Riforme e rapporti col Parlamento, Maria Elena Boschi (Pd); alla Semplificazione e P.a., Marianna Madia (Pd); agli Affari regionali, Maria Carmela Lanzetta (Pd).

Riforma elettorale, lavoro, scuola, pensioni, fisco, taglio delle tasse: “Adesso si fa semplicemente tutto quello che abbiamo promesso”. Matteo Renzi apre il primo consiglio dei ministri con a fianco colui che di lì a poco nominerà sottosegretario alla presidenza del Consiglio. “Non possiamo sbagliare perché su di noi ci sono aspettative molto alte”.

Il segretario del Pd ne è consapevole ed è per questo che sprona i neo ministri a “mandare subito a memoria” i dossier aperti che troveranno nei rispettivi dicasteri.

Tra i provvedimenti del programma Renzi, la riduzione dell’Irpef di un punto per i redditi più bassi e per le prime due aliquote (23 e 27), il taglio del cuneo fiscale che verrebbe compensato dall’aumento delle rendite finanziarie e dalla spending review, riduzione dell’Irap per le aziende che assumono giovani; dirigenti della pubblica amministrazione non più a tempo indeterminato, possibilità di licenziamento per i manager; e ancora, riforme istituzionali e della legge elettorale; e novità per la scuola, dalle nuove assunzioni, a stipendi più alti per i docenti, a misure a sostegno dell’edilizia scolastica.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il