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Btp 2014: quali titoli investire con un rendimento, tassi interesse 3%. Consigli analisti

Scende lo spread fra Btp italiani ee Bund tedeschi: effetti rallentamento inflazione sui titoli governativi d’Europa. Consigli investimenti per ottenere maggiori rendimenti



Lo spread tra Btp decennali italiani e Bund tedeschi ha chiuso a 194 punti, in rialzo di un paio di punti e ai livelli della chiusura di venerdì scorso, nel giorno del discorso di Matteo Renzi al Senato. Il rendimento si attesta al 3,62%. Il differenziale Bonos-Bund si attesta a 189 punti, per un tasso del 3,57%, nella seduta successiva al miglioramento del rating della Spagna deciso da Moody's.

Il rallentamento dell’inflazione ha avuto effetti decisamente positivi sui titoli governativi dell’Eurozona, dai Bund tedeschi ai Btp italiani, passando per i Bonos iberici e gli Oat francesi e il loro aumento provoca una discesa delle quotazioni dei titoli già emessi. Come emerge da un’analisi di CorrierEconomia, i prezzi dell’Eurozona, con l’inflazione che si è fermata all’1% e che è scesa addirittura a meno dello 0,7% in Paesi come l’Italia e la Spagna, allontanano il rischio di una risalita dei tassi di lungo termine e quelli a breve potrebbero addirittura scendere ulteriormente rispetto all’attuale già bassissimo livello di 0,25% (tasso di riferimento Bce).

Secondo i gli esperti, questo andamento, come consigliato sempre da CorrierEconomia, può consentire ai risparmiatori di realizzare nel 2014 una performance media di portafoglio che si avvicina al 3% grazie a un paniere di obbligazioni governative ben diversificato per scadenze ed emittenti.

Secondo Guido Casella, responsabile delle gestioni obbligazionarie di Azimut Am, “Se i rendimenti a lungo termine del Bund non aumenteranno oltre il 2% e lo spread si porterà verso i 150 centesimi, 50-60 meno di adesso, i Btp italiani saranno in grado di generare un rendimento total return, di cedola e guadagno in conto capitale, di circa il 6-7%”.

“A fine 2014 la cedola di mercato del Bund tedesco potrà andare anche al 2,5%, soprattutto se la ripresa economica sarà abbastanza vigorosa. Ma anche in questo scenario un portafoglio di titoli di Stato ben suddiviso per scadenze ed emittenti offrirà una performance del 2,8-3%”, ha confermato Antonio Mauceri, amministratore delegato di Augustum Opus Sim. La sua ricetta prevede un’allocazione di portafoglio del 30% sulle scadenze fino a tre anni e del 70% sulle emissioni fra i cinque e i dieci anni, puntando soprattutto su Italia, Spagna e Portogallo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il