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Pensioni Governo Renzi ultime notizie: nulla nei discorsi ufficiali ma cambiamenti ancora possibili

Dal taglio del cuneo fiscale a riforma elettorale, lavoro e fisco. Nessun accenno a modifiche alle pensioni. Ma cosa potrebbe ancora cambiare? Qualche nuova speranza all’orizzonte?



Riduzione delle tasse per imprese e famiglie, taglio del cuneo fiscale e dei costi della politica, riforma elettorale, riforma del lavoro, novità scuola e giustizia: queste le linee guida del discorso di Matteo Renzi nuovo premier. Nessun accenno, di nuovo, alle modifiche chieste per le pensioni, anche se le riforme del lavoro potrebbero prevedere interventi per un’uscita più flessibile e anticipata dal lavoro. Il Senato intanto ha votato la fiducia al governo, al termine di una maratona notturna in cui il premier ha incassato 169 sì e 139 voti contrari.

“Grandi sogni e concretezza, per dare all'Italia quelle riforme costituzionali ed economiche, senza le quali perdiamo la possibilità di essere considerati credibili non tanto dai nostri partner europei, ma anche e soprattutto dai nostri concittadini”: così il nuovo presidente del Consiglio si è presentato nel pomeriggio in Senato “in punta di piedi, con il rispetto profondo, non formale, che si deve a quest'Aula.

Noi abbiamo una sola occasione: è questa. Io non ho l'età per sedere in Senato, non vorrei iniziare con una citazione di Gigliola Cinquetti, ma fa pensare che oggi davanti a voi siamo qui non per inseguire un record anagrafico, non per toglierci una soddisfazione personale ma per parlare il linguaggio di franchezza. Siamo qui a chiedere la fiducia che oggi è un gesto controcorrente perché si fa fatica a chiedere la fiducia, oggi non va di moda.

Noi chiediamo la fiducia a questo Senato perché pensiamo che l'Italia ha la necessità urgente di recuperare fiducia per uscire dalla crisi. Sappiamo perfettamente che viviamo un tempo di grande difficoltà di struggenti responsabilità e, di fronte all'ampiezza di questa sfida, abbiamo la necessità di recuperare il coraggio, il gusto e, per qualche aspetto, anche il piacere di provare a fare dei sogni più grandi rispetto a quelli che abbiamo svolto sino ad oggi e contemporaneamente accompagnarli da una concretezza puntuale, precisa”.

E annuncia: “Il patto di stabilità interno va cambiato subito per sbloccare i fondi destinati all'edilizia scolastica, perché non ci possono essere delle norme che si occupano della stabilità burocratica e non della stabilità delle nostre scuole. Quindi la Pubblica amministrazione, perché è da Paese civile affermare la contestualità tra responsabilità di governo e struttura dirigente della macchina pubblica”. Il premier propone anche “lo sblocco totale dei debiti della Pa nei confronti delle imprese attraverso un utilizzo diverso della Cassa Depositi e prestiti e costituzione e sostegno dei fondi di garanzia per le pmi.

Poi vogliamo a tutti i costi intervenire sul fisco attraverso l'utilizzo della delega fiscale. Il fisco non deve essere più sentito come ostile, come uno spauracchio e vissuto con angoscia”. Annunciato poi per giugno un “pacchetto organico di riforma della giustizia, che non lasci fuori niente, in campo amministrativo, civile e penale”.

Sul lavoro, la proposta è di una “riduzione a doppia cifra del cuneo fiscale, attraverso misure serie, irreversibili, legate non solo alla revisione della spesa, che porterà già nel corso del primo semestre del 2014 a vedere dei risultati concreti. Entro marzo sarà avviata la discussione parlamentare sul piano del lavoro”.

E ha sottolineato i diritti sia dei bambini stranieri riguardo la cittadinanza, sia dei diritti delle coppie di fatto e gay, spiegando che non vuole imporre nessuna legge, ma vuole aprire un discorso serio, un confronto per poi prendere delle decisioni nel rispetto delle varie opinioni. Ma occorre prendere delle decisioni anche su questi punti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il