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Indulto, amsitia non indicati da Renzi finora ma inseribili in riforma giustizia totale

Misure di indulto e amnistia non citate in discorso programmatico di ieri di Renzi ma delineata una riforma della giustizia di più ampio respiro: quali saranno le nuove misure pensate?



Non ha parlato di indulto e amnistia Matteo Renzi, ieri, nel suo discorso programmatico al Senato per la fiducia, ma ha delineato la possibilità di una riforma della giustizia di più ampio respiro. E forse in essa si potrebbe tornare a parlare di queste misure, cui Renzi si è detto da sempre contrario. Per il nuovo premier bisogna superare “venti anni di scontro ideologico sul tema (della giustizia), perché ormai non credo che nessuno convincerà l’altra parte della sua opinione.

A giugno metteremo all’attenzione del Parlamento un pacchetto organico di revisione della giustizia che non lasci fuori niente. Partendo dalla giustizia amministrativa: negli appalti pubblici lavorano più gli avvocati che i muratori, i Tar possono discettare di tutto e un provvedimento di un sindaco è comunque costantemente rimesso in discussione.

Il secondo passo sarà quello di toccare i tempi lunghissimi della giustizia civile, e l’ultimo passaggio sarà quello per la riforma della giustizia penale, che spesso rischia di arrivare troppo tardi e colpire male”. Con l'avvento del nuovo potrebbero svanire le speranze di quanti confidavano nell'approvazioni di indulto e amnistia ma al momento non vi è certezza di nulla.

Secondo Renzi, il problema del sovraffollamento carcerario non si risolve con provvedimenti di clemenza, che potrebbero poi risultare vani, come accaduto già nel 2006. E del resto Alessia Morani, la neo responsabile Giustizia, su amnistia e indulto ha ribadito che questi due provvedimenti non servirebbero per risolvere il problema del sovraffollamento carcerario, anzi potrebbero creare confusione nei cittadini che non avrebbero più la certezza di pene sicure, verrebbe inoltre meno la funzione prioritaria del carcere, ossia quella rieducativa.

  Secondola Morani si potrebbero pensare riforme carcerarie strutturali che tengano “insieme i diritti dei detenuti con i diritti delle persone violate, ponendo dunque fine agli abusi della carcerazione preventiva. La custodia cautelare sia l'extrema ratio”.
 

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il