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Scuola: novità Governo Renzi. Bonus maturità test università, cambiamenti anche per insegnanti

Rinnovamento del sistema scolastico, potenziamento della formazione, dell’insegnamento dell’inglese e ritorno del bonus maturità: come potrebbe cambiare la scuola con nuovo premier Renzi?



Durante il suo discorso programmatico, il nuovo premier Matteo Renzi ha illustrato le principali priorità d'azione del suo governo che vanno dalle riforme, costituzionale, lavoro, fisco, giustizia, alla revisione dello Ius soli. Ma non solo: altra priorità del Paese è un rinnovamento e un miglioramento della scuola, in ogni suo aspetto e per la quale occorre coinvolgere dal basso tutti gli operatori.

Bisogna innanzitutto sbloccare gli investimenti nell'edilizia scolastica fermati da un Patto di stabilità interno che il governo, almeno su questa parte, intende cambiare subito. Gli interventi pensati sono dell'ordine di qualche miliardo di euro e dovrebbero servire alla messa in sicurezza degli edifici scolastici.

Si punta poi a combattere l’abbandono scolastico, perché cultura e formazione sono alla base di un rinnovamento dello spirito delle persone, futura classe dirigenziale del Paese; a rafforzare ed accrescere l’insegnamento dell’inglese, fondamentale per la formazione dei nostri futuri manager a livello internazionale; all’introduzione, magari inizialmente in via sperimentale, dei licei in 4 anni; al potenziamento dell’importanza degli istituti tecnici.

Ma non solo: il rinnovamento scolastico di Renzi passa anche dall’idea di aumentare gli stipendi degli insegnanti per ridare a questa classe il prestigio sociale di cui ha sempre goduto, ultimamente schernito, e per cui sono già stati bloccati troppe volte gli scatti di anzianità. Alle linee guida suggerite da Renzi si affiancano anche le idee in merito del nuovo ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, che ha anticipato il possibile ritorno del bonus maturità, se non da quest’anno, per cui non si è già più in tempo, dall’anno prossimo; e l’abolizione dei concorsi per la scuola.

Secondo la Giannini, infatti, “Non era il bonus maturità in sè, ma il fatto di aver cambiato le regole in corso, ad aver scatenato il putiferio. Che la carriera scolastica conti per me è importante, lo studente non deve andare all’università vergine, ignorando tutto quello che ha fatto prima: il voto di maturità non è altro che la sintesi che uno ha fatto nei precedenti anni di carriera scolastica, quindi deve esserci, bisogna valutarlo insieme a tutte le altre cose che gli vengono richieste nell’esame di selezione”.

Per quest’anno, difficilmente torna il bonus in azione, visto che il bando per i test di accesso alle facoltà a numero chiuso, previsti per aprile, è ormai già stato pubblicato. Ma qualcosa, come accennato, potrebbe cambiare dall’anno prossimo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il