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Spread Bpt-Bund: calo 150 punti previsioni con riforme Governo Renzi reali. E con Bad Bank

Spread in discesa e potrebbe scivolare fino a quota 150 punti: merito del nuovo governo Renzi? Ruolo delle riforme annunciate ed eventuale bad bank



Una riforma al mese, come scandito dal nuovo premier Matteo Renzi, da quella elettorale, a quella del lavoro, a quella del fisco e della giustizia, ripartendo dalla scuola. Ambizioso e importante il progetto di governo del nuovo premier incaricato, programma che se dovesse seguire effettivamente i tempi stabiliti porterebbe alla stabilizzazione, finalmente, dello spread a quota 150 punti, livello ormai inarrivabile da anni.

Del resto, sarebbe espressione della fiducia che mercati e governi nutrono nei confronti dell’unica ormai possibilità dell’Italia di ricominciare a crescere. Ieri lo spread  tra Btp decennali e Bund è sceso nel corso della seduta a quota 190 punti, un livello pari al differenziale tra Bonos spagnoli e Bund e dopo la brillante asta CTz, un nuovo segnale di fiducia è arrivato dall'asta Bot a 6 mesi.

Il Tesoro ha, infatti, collocato tutti gli 8,5 miliardi di euro in asta con tassi ai minimi storici anche se la domanda è risultata in calo rispetto al precedente collocamento di gennaio. Il rendimento medio è sceso sotto la soglia dello 0,5% per la prima volta dall'introduzione dell'euro attestandosi su 0,455% da 0,59% dell'asta di gennaio. Il rapporto tra domanda e offerta è però calato a 1,44 volte da 1,52 di gennaio.

Il merito di questo andamento dipende in parte dal nuovo governo, in parte dai consistenti flussi di liquidità in arrivo da soprattutto dagli Stati Uniti. I grandi investitori istituzionali, con la decisione della Federal Reserve di ridurre gradualmente gli stimoli monetari, stanno infatti disinvestendo pesantemente dai mercati emergenti dirottando la liquidità su asset ad alto rendimento come azioni e bond dei Paesi periferici dell'area euro.

A questo quadro di aggiunge il via libera del Tesoro all'utilizzo della bad bank nazionale per ‘coprire’ i 300 miliardi di crediti in sofferenza del sistema bancario italiano, ma a patto che non si richieda l'utilizzo di risorse pubbliche. La bad bank è una società costituita con lo scopo di acquistare a prezzi ridotti ampi portafogli di crediti in sofferenza gli istituti, che possono scaricarli dai propri bilanci, mentre la bad bank cerca di recuperarne il maggior numero possibile con strumenti e professionalità ad hoc.

Per quanto riguarda gli azionisti di questo sistema, negli ultimi anni, in Europa la tendenza è stata quella di un azionariato misto pubblico-privato, con lo Stato in minoranza e le principali banche in maggioranza. E questa novità potrebbe portare lo spread fra Btp italiani e bund tedeschi a scendere a 150 e la Borsa italiana a migliorare soprattutto i titoli delle banche.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il