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Esodati: tutto tace da Governo Renzi ancora ma è sempre stata priorità in primarie e Pd

Nulla nel discorso programmatico di Renzi su esodati ma questi lavoratori una priorità da risolvere: interventi a marzo con nuova riforma del lavoro?



Citati da sempre come un’urgenza sociale del nostro Paese, considerati un nodo importante da sciogliere, categoria di persone a rischio in gravi difficoltà, gli esodati rappresentano una delle questioni irrisolte del governo Monti e Letta, nonostante i decreti di tutela a loro volti da entrambe gli ex governi. Ma la realtà è ben diversa: i numeri diffusi dal rapporto pubblicato dall’Inps sulle operazioni di salvaguardia dei lavoratori esodati mettono in evidenza una situazione di emergenza: in media, un solo esodato su 5 ha effettivamente ottenuto la liquidazione della pensione, circa 33.147 a fronte di oltre 160 mila unità complessivamente salvaguardate dall’esecutivo.

Le posizioni certificate dall’Istituto di previdenza alla data del 20 gennaio sono nel complesso 82.458 di cui 62.383 relative alla prima salvaguardia che prevede la copertura di 65.000 posizioni, 14.450 alla seconda salvaguardia, che prevede 55.000 coperture e 5.625 alla terza che prevede 10.130 coperture.

Quanto alle ultime due salvaguardie per 32.000 coperture complessive il rapporto precisa che per la quarta relativa a 9.000 coperture è in corso la presentazione alle direzioni territoriali del lavoro delle istanze degli interessati, con termini di scadenza fissati al 26 e 27 febbraio a seconda della categoria di appartenenza. Le attività di certificazione saranno concluse entro giugno 2014. Per la quinta salvaguardia relativa a 23.000 posizioni deve ancora essere pubblicato il decreto interministeriale di attuazione. L’Inps prevede comunque che le attività di certificazione saranno concluse entro il 2014.

Considerati anche da Renzi come un’urgenza cui porre fine una volta per tutte, gli esodati, così come le pensioni, non sono stati citati nel suo discorso programmatico fatto per la fiducia, ma in molti ritengono che proprio come per le pensioni, nuove misure potrebbero essere pensate il prossimo mese di marzo, quando al vaglio del governo ci sarà la tanto annunciata nuova riforma del lavoro.

E chissà una volta per tutte non si metterà un punto a questa situazione, aiutando quanti oggi rischiano ancora di rimanere senza reddito e senza pensione a causa di un errore dell’ex ministro Fornero.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il