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Borsa, azioni, obbligazioni e aziende in Italia e italiane: il 2014 l'anno giusto per investimenti

L’Italia torna ad attirare investimenti stranieri e torna la fiducia anche nelle imprese. Ultimi dati e previsioni. Il parere degli esperti



Molti analisti lo avevano previsto ed effettivamente così sarà: torna la fiducia sui listini italiani e torna anche nel mondo di imprese e aziende. A confermare questo andamento anche il fatto che a febbraio la fiducia delle imprese a febbraio segna un altro rialzo, il quarto consecutivo, e l'indice si porta a 87,9, il valore più alto da ottobre 2011, ovvero da oltre due anni.

Si torna così a livelli che non si registravano dall'entrata dell'Italia nell'ultima recessione. L'Istat spiega che l'andamento dell'indice complessivo rispecchia un miglioramento della fiducia delle imprese in tutti i settori, cioè i servizi di mercato, nel commercio al dettaglio, nelle imprese manifatturiere e in quelle di costruzione. L'indice del clima di fiducia delle imprese manifatturiere sale a 99,1 da 97,7 di gennaio. Guardando all'analisi per tipologia di industrie, i nuovi dati mostrano un miglioramento dell'indicatore per i beni di consumo (da 97,4 a 99,4) e per i beni intermedi (da 98,4 a 100,3); per i beni strumentali l'indicatore rimane invariato (a 97,6).

Anche le imprese di costruzione, fortemente colpite dalla crisi economica, tornano a essere positive e il relativo clima sale a 77,1 da 76,3 di gennaio. L'indice del clima di fiducia delle imprese dei servizi sale a 90,2 da 88,6 di gennaio. E poi ci sono i flussi di capitali stranieri pronti ad arrivare: unanime il giudizio degli esperti secondo cui i capitali esteri sono pronti a puntare sull’Italia, tanto che capitali dai Paesi del Golfo, così come dagli Stati Uniti o dall’Estremo Oriente, sono già in circolazione.

E, per esempio, nel futuro di Alitalia si intravede la compagnia degli Emirati Arabi Etihad , i cinesi acquistano Krizia e il fondo Usa Blackrock che aumenta le partecipazioni nelle principali aziende d’Italia, molto attivo nel Bel Paese, con quote in Atlantia, Unicredit, Generali, Fiat, il fondo Usa è oggi il secondo azionista di Intesa Sanpaolo con una partecipazione del 5% ed è nel capitale di Telecom Italia con il 7,8%. E dal Kuwai arriva anche l’intenzione di voler investire su Pompei.

Il sito archeologico ha, infatti, bisogno urgente di finanziamenti per una ristrutturazione profonda e un rilancio e si tratta di fondi che lo Stato italiano non è in grado di assicurare. Conferme anche da Goldman Sachs: “In tutti gli aspetti del mercato, credo che l’Italia sia il posto in cui guardare quest’anno”.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il