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Pensioni Governo Renzi ultime notizie: le proposte di modifiche e cambiamenti

Tocca al nuovo governo Renzi chiudere la partita sulle pensioni e cercare soluzioni per le questioni irrisolte come quella di esodati, Quota 96 e per lavoratori precoci e usuranti. Ipotesi al vaglio



Ancora aperta la partita sulle pensioni: in discussione ormai da mesi, si preme perché le tanto agognate richieste di cambiamento vengano quanto meno discusse per essere poi messe in atto senza rimanere, come finora accaduto, solo promesse e parole. Non è del resto un capriccio, ma una necessità quella di apportare cambiamenti per migliorare l’attuale sistema pensionistico italiano, oggi decisamente nel caos.

E a provocare questo caos è stata proprio l’attuale legge Fornero: l’ex ministro del Lavoro del governo Monti, infatti, equiparando l’età pensionabile per tutti, a 66 anni, ed estendendo a tutti il sistema contributivo, senza tener poi conto della specificità di alcuni comparti, come quello scolastico, ha creato non pochi problemi. Lavoratori precoci e usuranti non hanno più la possibilità di andare in pensione prima, possibilità loro dovuta considerando che hanno iniziato a lavorare da giovanissimi o svolgono mansioni molto pesanti; e sono nati gli eserciti degli esodati e dei cosiddetti pensionandi della scuola appartenenti alla Quota 96.

Si tratta di urgenze sociali che devono essere risolte perché rischiano di paralizzare il Paese. Ed è per questo che il nuovo premier Matteo Renzi, pur non essendo del tutto contrario alle norme Fornero, ha parlato della necessità di modificare la legge previdenziale in alcune sue parti. Le speranze di cambiamento fino a qualche settimana fa dipendevano anche dalla nomina del nuovo ministro del Lavoro: in base infatti al suo orientamento si sarebbe agito.

E se in tanti speravano nei nomi di Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro, e Guglielmo Epifani, ex segretario Cgil, da sempre pronti a modificare il sistema solo a favore di pensionandi e lavoratori, in virtù delle loro formazioni, la nomina di Giuliano Poletti riporta ora in ballo diverse ipotesi di lavoro.

Si parla, infatti, della possibilità di riprendere il piano di Damiano che proponeva una flessibilità in uscita con una pensione anticipata a 62 anni e 35 anni di contributi, prevedendo però un sistema di con penalizzazioni, o incentivi per chi decidesse di rimanere a lavoro più a lungo; di riprendere l’ipotesi del prestito pensionistico dell’ex ministro Giovannini, per permettere al lavoratore di andare in pensione qualche anno prima rispetto alla soglia fissata, accettando un prestito inps per uscire prima.

Ma non solo: sarebbero inoltre previsti interventi per gli esodati, sia per cercare di erogare gli assegni a tutti coloro già salvaguardati, sia per evitare che se ne creino ancora; quasi sicuramente poi ci sarà un aumento degli assegni minori con taglio cuneo fiscale, come nel caso degli stipendi dei lavoratori, inoltre Renzi potrebbe tassare, come da sempre voluto, le pensioni d’oro per ricavarne nuovi fondi.

Per quanto riguarda poi le pensioni delle donne, in riferimento al monito Ue nei confronti del Belpaese, per rispettare le richieste della Commissione europea, bisognerà alzare l’età pensionabile per le donne come chiesto da Ue, ma sempre cercando di salvaguardarle attraverso misure di incentivi.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il