BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni usuranti e precoci Governo Renzi: proposte, piani per modificare requisiti, età, contributi

Proposte di uscita flessibile e anticipata per lavoratori precoci ed usuranti da nuovo governo Renzi: marzo potrebbe essere il mese decisivo. Ma quali possibilità all’orizzonte?



Tocca al nuovo governo Renzi sciogliere i nodi ingarbugliati lasciati in eredità dai governi precedenti, tra questi tocca chiudere la partita pensioni. Tante, infatti, le situazioni rimaste in bilico che meritano di essere rimesse a posto: dalla questione esodati, ai cosiddetti appartenenti alla Quota 96, alla pensione anticipata per lavoratori precoci ed usuranti.

Si tratta infatti di categorie impossibilitate a rimanere a lavoro fino all’attuale soglia dei 66 anni stabilita dalla legge Fornero, perché si tratta di un limite troppo alto per chi ha iniziato a lavorare fin da giovanissimo, magari a 15 o 16 anni; o per chi svolge mansioni pesanti e dure, come i lavoratori di miniere.

Sono, per esempio, lavoratori usuranti coloro che svolgono lavori nelle cave, mansioni svolte dagli addetti alle cave di materiale di pietra e ornamentale; nelle gallerie, mansioni svolte dagli addetti al fronte di avanzamento con carattere di prevalenza e continuità; in cassoni ad aria o lavori ad alte temperature o svolti in spazi ristretti. Il prossimo mese di marzo potrebbe essere quello decisivo per eventuali modifiche perché probabilmente gli interventi in merito faranno parte del piano lavoro.

Renzi ha più volte ribadito di voler risolvere il problema degli esodati e quello dell'innalzamento dell’età pensionabile delle donne, nonché pensare a forme di uscita anticipata dal lavoro, per esempio, proprio per precoci ed usuranti, permettendo magari loro di lasciare il lavoro prima con il prestito pensionistico dell’ex ministro Giovannini o a 62 anni e con 35 di contributi come invece aveva proposto Cesare Damiano.

E nonostante nel suo discorso programmatico non abbia fatto riferimento alle pensioni ed eventuali modifiche da apportare alla legge Fornero, molti i lavoratori confidano marzo possa essere il mese decisivo per eventuali cambiamenti, sperando che il nuovo ministro Poletti torni a considerare l'uscita flessibile dal mondo del lavoro come proposto da Damiano o da Giovannini.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il