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Pensioni usuranti e precoci Governo Renzi: cambiamenti da nomina sottosegretari possibili

Nuove possibilità di cambiamento in vista per lavoratori precoci e usuranti con nuovo governo Renzi: posizioni vicine al sistema di flessibilità in uscita di Cesare Damiano. La situazione



Rappresentano una delle categorie da tutelare per cui bisognerebbe pensare a modifiche dell’attuale legge Fornero, nonostante il neo premier Matteo Renzi, non li abbia menzionati nel suo discorso programmatico. Stiamo parlando di lavoratori precoci e usuranti, per cui sembra arrivato il momento di definire regole diverse di pensionamento rispetto a quelle previste dall’attuale legge pensionistica.

A rivendicare questa necessità anche Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro, che già mesi fa aveva avanzato l’ipotesi di un0suciat più flessibile dal lavoro, proprio per salvaguardare determinate categorie di lavoratori e, dall’altra parte, anche per favorire un ingresso nel mondo del lavoro dei più giovani.

Il meccanismo proposto da Damiano prevederebbe la possibilità di un’uscita anticipata dal lavoro, già a 62 anni, accettando però un sistema di penalizzazioni sull’assegno finale, ma anche incentivi se si decide di rimanere a lavoro fino a 70 anni. A sostenere un’uscita anticipata dal lavoro anche l’ipotesi del prestito pensionistico dell’ex ministro del Lavoro Enrico Giovannini, che potrebbe portare lavoratori precoci e usuranti a lasciare prima il mondo del lavoro, accettando, appunto, un prestito, erogato da Inps, Stato o azienda stessa, che però dovrà poi essere restituito, attraverso decurtazioni sull’assegno finale, una volta raggiunti i requisiti pensionistici stabiliti.

Allo studio, dunque, vi sarebbero possibilità da studiare e verificare ma molto dipenderà dagli orientamenti di nuovi ministri di Economia e Lavoro, Padoan e Poletti, e di viceministri e sottosegretari. Le nuove nomine al Ministero dell'Economia sono andate ai viceministri Enrico Morando (Partito Democratico) e Luigi Casero (Nuovo Centro Destra), per i sottosegretari a Pier Paolo Baretta (Partito Democratico), Giovanni Legnini (Partito Democratico) e Enrico Zanetti (Scelta Civica), nomine ritenute buone, considerando che Morando, Casero e Baretta hanno più volte dichiarato posizioni molto vicine a quelle di Cesare Damiano sulla flessibilità in uscita. Bisognerà, dunque, vedere come intende lavorare il nuovo governo ormai formato.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il