BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Renzi:cambiamenti con nomina sottosegretari reali e possibili

Nuovi viceministri e sottosegretari dalla parte della flessibilità in uscita del sistema Damiano: cosa prevede. E cosa potrebbe cambiare per pensioni di vecchiaia e anzianità in governo Renzi?



Modificare l’attuale sistema pensionistico attraverso forme di flessibilità in uscita che potrebbero favorire il prepensionamento di determinate categorie di lavoratori: questo l’auspicio di molti pensionandi, soprattutto di coloro che si sono visti stravolgere i loro piani di pensionamento dall’avvento delle nuove norme pensionistiche della legge Fornero. Cambiano, infatti, le età per andare in pensione, salendo per tutti, uomini e donne, e cambiando, rendendoli più rigidi, i criteri per le pensioni di anzianità e vecchiaia.

Sale, infatti, per tutti l’età pensionabile a 66 anni, ed è stato esteso il sistema contributivo per tutti. Il che non piace certamente, perché significa ricevere un assegno pensionistico meno consistente rispetto a quelle che si sarebbe percepito con il sistema retributivo. Ma le nuove norme sono ormai in vigore e le uniche possibilità di cambiamento dipendono essenzialmente dall’orientamento di lavoro del nuovo governo e da cosa intenderanno effettivamente fare i nuovi ministri di Lavoro ed Economi,a Poletti e Padoan, insieme a viceministri e sottosegretari.

Le modifiche richieste sono quelle che vogliono un’uscita più flessibile dal lavoro rispetto alla soglia dei 66 anni attuale e si parla della possibilità di riconsiderare il sistema dell’uscita flessibile di Damiano, presidente della Commissione Lavoro, che prevede di andare in pensione a 62 anni e con 35 anni di contributi, e un sistema di penalizzazioni o incentivi, a seconda che si decide di uscire prima o dopo i 66 anni.

E questa ipotesi è tornata in discussione soprattutto perchè i nuovi sottosegretari e viceministri Enrico Morando (Partito Democratico) e Luigi Casero (Nuovo Centro Destra); Pier Paolo Baretta (Partito Democratico), Giovanni Legnini (Partito Democratico) e Enrico Zanetti (Scelta Civica) hanno più volte dichiarato posizioni molto vicine a quelle di Damiano per la maggiore flessibilità in uscita rispetto a quanto previsto dalla legge Fornero.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il