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Tasi prima casa: quanto, chi e come deve pagare. Aliquote ufficiali, no detrazioni

Tasi più cara dell’Imu: non dovrebbe abbattersi particolarmente sulle prime case ma ancora confusione. Come e quando si pagherà?



Il governo Renzi qualche giorno fa ha deciso: i sindaci avranno la possibilità di aumentare la Tasi fino allo 0,8 per mille e mantenere le detrazioni per le famiglie numerose e meno abbienti. Secondo quanto stabilito, infatti, i sindaci potranno alzare l’aliquota di un altro 0,8 per mille, passando dal 2,5 al 3,3 per mille, o sulle seconde case, salendo dal 10,6 all’11,4 per mille. I soldi che arriveranno in più  dovranno però essere unicamente utilizzati per finanziare le detrazioni fissate.

I bonus dovrebbero ricalcare su un livello leggermente più basso quelli dell’Imu, che erano di 200 euro a famiglia e 50 per ogni figlio e soldi eventualmente avanzati dalle detrazioni potranno essere usati dai sindaci per altre voci. Se secondo la Cgia di Mestre, alzando ma solo di poco l’aliquota sulle imprese, dalla Tasi si potrebbe incassare un miliardo, che salirebbe ancor di più se l’aliquota venisse innalzata ancora, con il passaggio dall’Imu alla Tasi non dovrebbe crescere, invece, il carico fiscale sulla prima casa.

A stabilirlo il decreto legge sugli enti locali approvato dal Consiglio dei ministri, che ratifica l'accordo siglato dal precedente esecutivo con l'Anci. Ciò significa, dunque, che i sindaci potranno aumentare l'aliquota massima della Tasi, ‘per ciascuna tipologia di immobile, fino ad un massimo dello 0,8 per mille complessivo.

L'aliquota sulla prima casa potrà salire dal 2,5 al 3,3 per mille. Il prelievo sulle altre abitazioni, come somma di Imu e Tasi, potrà salire dal 10,6 all'11,4 per mille. Inoltre, come riportato da una nota di Palazzo Chigi, ‘L'incremento può essere deliberato dai comuni a condizione che il gettito relativo sia destinato a finanziare detrazioni o altre misure relative all'abitazione principale in modo tale che gli effetti sul carico dell'imposta Tasi siano equivalenti a quelli dell'Imu prima casa’.

Ciò che però crea timori sono le previsioni secondo cui, comunque, in generale, il peso della Tasi sarà superiore a quello dell’Imu in vigore fino allo scorso anno. Secondo Giuseppe Bortolussi, della Cgia di Mestre, “La Tasi mi sembra un’altra botta. Pare che ancora una volta si voglia aumentare il carico fiscale e recuperare risorse invece di ridurre i costi”. Secondo Bortolussi, la Tasi colpirà le famiglie aumentando di fatto l’imposizione fiscale rispetto alla vecchia Imu.

Il calcolo della Tasi si potrà effettuare partendo, come per l’Imu, dalla dalla rendita catastale, da rivalutare del 5% e si moltiplica il risultato precedente per il coefficiente del proprio immobile, per esempio 160 che è il coefficiente delle abitazioni. Bisognerà poi applicare sul valore catastale l’aliquota stabilita dal proprio Comune di residenza, con le eventuali detrazioni previste su base locale.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il