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Pensioni usuranti e precoci Governo Renzi: in piano Lavoro di Marzo cambiamenti possibili

Nuovo piano lavoro in arrivo questo mese di marzo e con esso probabili interventi per un’uscita flessibili per lavoratori precoci e usuranti: cosa potrebbe cambiare davvero?



Con il piano lavoro in programma per marzo, come annunciato dal premier Matteo Renzi, dovrebbero arrivare anche modifiche all’attuale sistema pensionistico che, dovendo risolvere molti problemi creati dall’entrata in vigore della nuova legge Fornero, dovrebbero concentrarsi su esodati, Quota 96 e condizioni dei lavoratoti precoci e usuranti.

La richiesta, da sempre, per queste categorie di lavoratori è la possibilità di un’uscita anticipata rispetto all’attuale soglia dei 66 anni. Effettivamente sembra esserci un’apertura da parte delle forze politiche considerando che tra viceministri e sottosegretari, Enrico Morando (Partito Democratico) e Luigi Casero (Nuovo Centro Destra); Pier Paolo Baretta (Partito Democratico), Giovanni Legnini (Partito Democratico) e Enrico Zanetti (Scelta Civica), molti hanno dichiarato posizioni molto vicine a quelle di Damiano per la maggiore flessibilità in uscita rispetto a quanto previsto dalla legge Fornero.

L’uscita anticipata di Damiano permetterebbe ai lavoratori di andare in pensione a 62 anni, con 35 di contributi, e un sistema di penalizzazioni per ogni anno in cui si decide di lasciare prima rispetto alla soglia dei 66. Insieme alle penalizzazioni, sono previsti incentivi, invece, per chi resta a lavoro fino a 70 anni.

Ed è lo stesso Damiano che ribadisce la necessità di rimediare alle storture nate con la legge Fornero: “La correzione che suggeriamo è quella di inserire un criterio di flessibilità per consentire ai lavoratori di andare in pensione in un’età compresa tra i 62 e i 70 anni”. Damiano riporta, dunque, sotto i riflettori i problemi nati con la legge Fornero e la possibilità di soluzioni approvando criteri di flessibilità.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il