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Spread Btp-Bund: 150 punti come previsione secondo analisti. Le mosse della Bce e Draghi

Spread Btp-Bund sempre più basso: obiettivo è quota 150 punti. Sterilizzazione o nuovo taglio dei tassi oggi da Draghi in nuova riunione Bce? Considerazioni



Scivola lo spread tra il Btp e il Bund tedesco sotto i 180 punti base, tornando sui livelli pre-crisi e dando al governo Renzi una boccata d’ossigeno nel giorno in cui la Ue bacchetta l’Italia per l’alto debito pubblico, l’elevata disoccupazione, la bassa crescita e la scarsa competitività.

‘L'Italia è un paese con squilibri macro-economici eccessivi’: questo quanto si legge nel rapporto pubblicato dalla Commissione Ue che alza il livello di allerta sull'Italia da paese con semplici squilibri macroeconomici a paese con squilibri eccessivi. Solo Croazia e Slovenia sono considerati insieme alla Penisola paesi con squilibri eccessivi, mentre non lo è più la Spagna.

Grecia, Portogallo, Cipro e Romania, in quanto paesi sotto programma di aiuti, non sono stati presi in considerazione da Bruxelles in questa analisi. Intanto lo spread fra Btp e Bund si è attestato a 177 punti base, segnando gli stessi livelli di novembre 2010, mentre il tasso sul titolo decennale scende al 3,37%, ai minimi da ottobre 2005. A quota 177 punti base, lo spread si avvicina alla soglia dei 170 punti che il Tesoro si auspicava per quest’anno.

Intanto, è in programma per oggi, giovedì 6 marzo, la riunione di marzo della Banca centrale europea e bisognerà vedere se il presidente Mario Draghi deciderà per un ulteriore taglio dei tassi. A preoccupare è sia l'andamento dei tassi a breve di mercato, che tende leggermente al rialzo da metà 2013, a fronte di una politica monetaria che vuole continuare a essere, per lungo tempo, espansiva; sia la durata di questa fase di inflazione bassa, al di sotto addirittura dell'un per cento. La scelta degli strumenti da adottare dipenderà a quale obiettivo la Bce intende ora dare priorità.

E nelle ultime settimane, proprio per ovviare questa situazione, si è molto parlato della fine della sterilizzazione degli acquisti di titoli realizzati negli anni scorsi. Sui possibili interventi che Draghi metterà in atto, anche il Wall Street Journal punta sul fatto che la Bce possa sospendere la cosiddetta ‘sterilizzazione’, aumentando l'eccesso di liquidità nell'Eurosistema, nella speranza di dare più slancio all'economia.

Una mossa che, secondo il Wsj, avrebbe l'appoggio della Bundesbank. Con la ‘sterilizzazione’, da quattro anni ormai la Bce ogni settimana dalle banche dell'eurozona immette liquidità nel sistema con i riacquisti di titoli di Stato europei operati attraverso il Securities Market Program (Smp), il programma introdotto nel maggio 2010 che prevede l'acquisto di titoli di Stato da parte della Bce per dare ossigeno ai Paesi soffocati dal debito e, come spiega sul Wsj Brian Blackstone, “Per ogni euro speso in titoli di Stato di Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia, La Bce ha cercato di drenare un uguale importo dalle banche attraverso depositi fruttiferi”. 

La Bce avrebbe drenato circa 175 miliardi di euro attraverso la sterilizzazione settimanale e se tale politica dovesse finire, i soldi resterebbero nel sistema bancario e con i fondi in eccesso le banche potrebbero prestare soldi ad altre banche, cosa che farebbe scendere i tassi d'interesse a breve. Secondo gli economisti della Barclay’s, la sospensione del programma di sterilizzazione sarebbe uno strumento potente, ‘più potente di un taglio dei tassi d'interesse’. C’è chi però non esclude i rischi del termine di una tale operazione.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il