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Obbligazioni Europa 2014: Btp e Bot previsioni analisti se Governo Renzi riesce nelle riforme

Italia nel mirino dell’Ue: per il commissario Ue agli Affari economici Rehn servono azioni politiche decise. Il Mef: “Momento di porre al centro dell'azione del governo la crescita economica e l'occupazione”



Il 2014 sembra l’anno di un ritorno al boom per azioni e obbligazioni, per cui si attendono performance positive soprattutto se si punta su un portafoglio obbligazionario ben diversificato. Gli ultimi dati sull’inflazione in Europa confermano, infatti, che non ci sono tensioni sui prezzi, nonostante una parziale ripresa del ciclo economico, e che di conseguenza i tassi di interesse rimarranno stabili ancora a lungo con il Bund tedesco a dieci anni presumibilmente fermo su un rendimento dell’1,75% a fine anno.

Perché però l’andamento dei mercati finanziari continui ad essere positivo è necessario che vengano effettivamente attuate in Italia le riforme strutturali annunciate dal premier Matteo Renzi. Del resto, proprio ieri, il Belpaese è finito di nuovo nel mirino dell'Ue: Olli Rehn, commissario Ue agli Affari economici, ha spiegato che “fronteggiare le sfide dell'economia italiana richiede azioni politiche decise e un forte impegno, incoraggiamo il nuovo governo a compiere tali azioni per rafforzare la crescita e creare posti di lavoro.

Vogliamo sostenere l'Italia in questo percorso, anche perché se il Paese non dovesse prendere misure adeguate e mancasse ripetutamente" l'impegno a definire un piano di correzione sufficiente rischierebbe una sanzione finanziaria fino allo 0,1% del Pil (circa 1,5 miliardi di euro)”.

Alle parole di Rehn ha risposto il Ministero del Tesoro che ha spiegato come ‘Il programma di riforme dell'Esecutivo è in linea con l'analisi della Commissione. Sulla competitività, è oggi limitata dall'elevato cuneo fiscale sul costo del lavoro, un problema che il governo si accinge ad affrontare con determinazione.

Le azioni delle imprese che hanno affrontato la recessione hanno aperto a un miglioramento della bilancia commerciale che è passata nel breve arco di 3 anni da un deficit di 30 miliardi nel 2010 ad un surplus di quasi 10 miliardi nel 2013. Quanto al debito, la crescita dell'incidenza sul Pil deriva prevalentemente dal denominatore del rapporto.

Lo sforzo per correggere l'andamento dei conti pubblici è stato significativo negli ultimi due anni, con un aggiustamento fiscale di circa 3 punti percentuali, grazie al quale la soglia del 3% non è stata superata. Questo ha consentito di contenere l'aumento del rapporto debito/Pil. Pur in un contesto molto difficile, l'Italia ha mantenuto e rafforzato la propria stabilità economica e finanziaria. Ora è giunto il momento di porre al centro dell'azione del governo la crescita economica e l'occupazione”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il