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Riforma lavoro Governo Renzi Job Acts: sussidio disoccupazione e novità Decreto settimana prossima

In discussione la prossima settimana il nuovo piano lavoro di Renzi: le misure del Job acts dal taglio del cuneo fiscale a novità contratti, Naspi, articolo 18



Taglio del cuneo fiscale, sblocco dei debiti P. a., interventi sull'edilizia, taglio ai costi dell'energia, modifica degli ammortizzatori sociali, dell’Articolo 18 e dei contratti, aumento degli stipendi, sostegno all’occupazione, soprattutto giovanile: l’Italia riparte dal cosiddetto job acts annunciato dal premier Matteo Renzi e che entro fine mese dovrebbe essere presentato ufficialmente in ogni sua misura.

Si tratta di un piano lavoro necessario per risollevare un’Italia in cui continua a salire il tasso di disoccupazione che a gennaio è risultato pari al 12,9%, in aumento di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 1,1 punti nei dodici mesi, secondo le ultime rilevazioni diffuse dall'Istat. Il numero di disoccupati, pari a 3 milioni 293 mila, aumenta dell'1,9% a gennaio rispetto al mese precedente (+60 mila) e dell'8,6% su base annua (+260 mila) e i disoccupati tra i 15 e i 24 anni sono 690 mila.

L'incidenza dei disoccupati di 15-24 anni sulla popolazione in questa fascia di età è pari all'11,5%, in aumento di 0,3 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 0,8 punti su base annua. Il tasso di disoccupazione dei 15-24enni, ovvero la quota dei disoccupati sul totale di quelli occupati o in cerca, è pari al 42,4%, in aumento di 0,7 punti percentuali rispetto al mese precedente e di 4,0 punti nel confronto tendenziale.

E per ‘sistemare’ questa situazione, il jobs act di Renzi cambia i contratti a tempo indeterminato a tutele crescenti: per i neo assunti, il contratto sarebbe privo delle tutele previste dall'articolo 18 per i primi tre anni. Non vi è invece una scadenza del contratto come oggi avviene con i contratti di apprendistato, che verrebbero inoltre uniformati, e nei primi tre anni di contratto l'imprenditore non dovrà versare i contributi, a carico dello stato.

Previsto un rilancio delle politiche attive, puntando principalmente sui giovani che hanno meno di 25 anni e che hanno perso il lavoro o portato a termine gli studi da almeno quattro mesi, gli incentivi alle assunzioni nei confronti dei più giovani saranno coperti grazie al piano europeo che dovrebbe portare all'Italia 1,5 miliardi di euro; prevista l'abolizione della cassa integrazione, che verrebbe sostituita da un sussidio di disoccupazione universale che si potrà rilasciare anche a coloro che oggi non hanno i requisiti per accedervi, come i collaboratori.

La novità, che va oltre Aspi e mini Aspi, si chiama Naspi ed è un sussidio di disoccupazione universale, destinato a tutti coloro che perdono il posto, compresi i meno protetti tra i precari, come i collaboratori a progetto, oggi fuori da quasi tutti i sostegni. Il piano dovrebbe costare 1,6 miliardi in più di quanto oggi si spende per i sussidi, dunque 8,8 miliardi in tutto, ma assicurerà protezione anche a quel milione e 200 mila lavoratori che ora ne sono privi.

La Naspi spetterà a tutti coloro che perdono il posto e hanno lavorato almeno tre mesi. Durerà più a lungo, al massimo due anni per i lavoratori dipendenti, anziché uno o uno e mezzo (come ora l'Aspi, per chi è sotto o sopra i 55 anni) e al massimo sei mesi per gli atipici, come i cocopro.

L'entità del sussidio sarà per tutti al massimo di 1.100-1.200 euro mensili all'inizio del periodo di copertura e planerà verso i 700 euro alla fine, così come prevedono le regole Fornero in vigore (75% della retribuzione dell'ultimo periodo con i tetti citati, percentuale che scende del 15% ogni sei mesi). Dunque l'importo è lo stesso, ma la durata no.

Tornando ai contratti, si punta ad una riduzione della giungla di contratti (almeno 40) oggi esistenti e passaggio al contratto unico a tempo indeterminato e a tutele crescenti per i tanti, troppi giovani senza lavoro; e previsto un nuovo codice del lavoro e Agenzia unica federale, come polo di coordinamento dei centri per l'impiego attuali.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il