Non tutti soffrono il caldo. Anzi, i titoli energetici ne godono in borsa macinando record

Altro che petrolio. Quello che veramente sta prendendo fuoco in questi giorni è il prezzo dell’energia sui vari mercati internazionali



Altro che petrolio. Quello che veramente sta prendendo fuoco in questi giorni è il prezzo dell’energia sui vari mercati internazionali. Non che le due cose non siano in qualche caso collegate, ma è soprattutto l’aumento della domanda dovuto al massiccio uso dei condizionatori un po’ in tutto il Vecchio Continente, e non solo, a spingere al rialzo i prezzi dell’energia.

I record si registrano soprattutto all’estero a Francoforte e a Parigi dove i listini energetici segnano cifre da capogiro: dai 2000 euro per Megawattora appena raggiunti dall’elettricità tedesca ai quasi 450 euro (ma oggi si sfioreranno i mille) di Parigi. Più rassicurante Milano che mantiene quotazioni più basse intorno ai 378 euro. Ovviamente ciò porta ad affari d’oro gli energetici già lusingati dal caro-petrolio e dalle voci di M&A che un giorno sì e l’altro pure interessano questa o quella società.

Un copione già scritto invero, al quale va aggiunto, però, che Enel e altri gruppi energetici avevano già incassato abbondanti utili nel corso dell’ultimo anno come certifica la ricerca R&S 2006 di Mediobanca che oggi tutti i giornali riprendono (giustamente). Enel in particolare passando da 2,6 a 3,89 miliardi di utile fra il 2005 e il 2006 dimostra appieno il teorema. Neanche Eni scherza con i suoi utili record da 8,8 miliardi e si ricollega al discorso dell’energia per il tramite del gas che, è cosa nota, controlla direttamente e indirettamente la stragrande maggioranza del mercato del metano in Italia (che poi questo sia un bene o un male è un discorso che faremo un’altra volta). Tutto il settore dell’energia italiana sembra in ogni caso dimostrare una certa vitalità.

Intanto di piccole reti comunali da comprare ce n’è ancora parecchie e sicuramente rimane un certo margine per gli affari d’oro delle multiutility e forse anche di qualche gruppo straniero. A spingere in questa direzione le sinergie di tutto rispetto che le fusioni realizzano nel campo dell’energia, oltre, ovviamente, all’elementare legge economica che vede, al crescere della domanda, lievitare anche il prezzo di un prodotto. Speriamo che si passi alla fase in cui cresce anche l’offerta, visto che fra liberalizzazioni e cambiamenti dei quadri normativi, caro-petrolio e utili da capogiro, sembra che gli unici a non aver guadagnato siano stati gli utenti. Come sottolineato ripetutamente non solo dalle associazioni dei consumatori, ma anche da Confindustria.

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di Marcello Tansini Fonte: pubblicato il