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Sistri: sistema da rifare completamente. Decrero Governo Renzi d'urgenza con modifiche atteso

Sistri e ancora criticità: probabili modifiche in arrivo come esentare dall’obbligo del Sistri le aziende e gli enti al di sotto dei 10 dipendenti. R.E.TE Imprese Italia chiede nuovi interventi al governo



E’ entrato ufficialmente in vigore lunedì 3 marzo ma già è pronto per essere modificato: il sistri è ancora nell’occhio del ciclone. Troppe cose ancora non vanno. Innanzitutto chiariamo che dallo scorso lunedì l’operatività del sistema di tracciamento dei rifiuti è diventata obbligatoria per enti e imprese produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi; imprese che raccolgono o trasportano rifiuti speciali pericolosi a titolo professionale; enti o imprese che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti urbani e speciali pericolosi; nuovi produttori che trattano o producono rifiuti pericolosi; e Comuni e imprese di trasporto dei rifiuti urbani del territorio della Regione Campania.

L’obbligo riguarda l’uso di particolari strumenti, come chiavetta Usb o black box, che permetteranno di avviare i rifiuti a smaltimento o recupero, fornendo i dati relativi al trasportatore e tenendo a parte le copie quelle che consegnerà il trasportatore stesso. Il Sistri oggi riguarda circa 400.000 aziende coinvolte nella produzione, nel trasporto o nello smaltimento dei rifiuti. Ma si pensa già a modifiche, a partire dalle piccole imprese: si pensa infatti ad esentare dall’obbligo del Sistri le aziende e gli enti al di sotto dei 10 dipendenti.

Ad annunciarlo lo stesso ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti. Accolta con soddisfazione la proposta da R.E. TE Imprese Italia: “Prendiamo atto con soddisfazione della sospensione delle sanzioni, della proroga della tracciabilità cartacea e, in particolare, della prospettiva, annunciata dal ministro dell’Ambiente Galletti, di un decreto che escluda dal Sistri le imprese con meno di 10 dipendenti, che di fatto cancellerebbe l’assurda equiparazione dei rifiuti di un parrucchiere e di un piccolo commerciante con quelli di un’industria. È la prova che si sta cominciando a comprendere l’inadeguatezza del sistema alle esigenze delle imprese e del Paese”.

Per questo, secondo l'associazione delle imprese, il Sistri deve essere superato, perché “è un sistema inefficiente, scarsamente trasparente ed inadeguato, che comporta pesanti allentamenti per le imprese e, in alcuni casi, addirittura il blocco delle attività”, dice R.E.TE Imprese Italia, che chiede al governo di procedere rapidamente alla sua sostituzione con un nuovo sistema di tracciabilità dei rifiuti pericolosi che serva meglio allo scopo.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il