BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Pensioni usuranti e precoci Governo Renzi: il punto della situazione questa settimana

Risposte per lavoratori usuranti e precoci probabilmente mercoledì prossimo: il nuovo piano lavoro di Renzi conterrà davvero modifiche alle pensioni? Le speranze



Dare una risposta ai lavoratori precoci e usuranti che da tempo chiedono modifiche alle loro pensioni. Si tratta infatti di categorie di lavoratori che stanno accusando non pochi problemi dall’entrata in vigore delle nuove norme pensionistiche dell’ex ministro Fornero. Norme che hanno creato molti problemi soprattutto perché non hanno tenuto conto di molte specificità di diversi settori, come quello della scuola, regolato da regole differenti, e di lavoratori che hanno iniziato a lavorare prestissimo o che svolgono mansioni pesanti e che prima erano soggetti a particolari trattamenti pensionistici.

La richiesta da tempo è quella di considerare i diversi settori lavoratori e adattare eventuali interventi ad essi. La speranza è che nuove risposte possano, finalmente, arrivare mercoledì prossimo, quando il premier Matteo Renzi presenterà il suo piano lavoro con le misure del jobs act.

Negli ultimi tempi fra le ipotesi al vaglio per risolvere il problema del pensionamento anticipato per precoci e usuranti, così come anche quello degli esodati, era tornata in discussione l’idea del prestito pensionistico di Giovannini che consentiva un’uscita anticipata dal lavoro, qualche anno prima rispetto alla soglia dei 66 anni, con un prestito che sarebbe stato da restituire poi una volta in pensione con i requisiti veri e propri richiesti.

Ma non solo: pensione flessibile anche con la proposta di Cesare Damiano di lasciare il lavoro a 62 anni con 35 anni di contributi e penalizzazioni sull’assegno finale. Sembrerebbe, infatti, che siano queste le uniche soluzioni per permettere a determinate categorie di lavoratori di andare in pensione prima e mettersi a riposo, sempre su base volontaria,  ma in realtà le decurtazioni e le penalizzazioni sull’assegno finale fanno comunque discutere perché ci si chiede perché, dopo una vita lavorativa costante e impegnativa, bisogna rinunciare a quanto in realtà spetterebbe. Le risposte attese di potranno avere solo fra qualche giorno.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il