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Pensioni usuranti e precoci Governo Renzi: cambiamenti in Piano Lavoro possibili con emendamenti

Mercato del lavoro e modifiche pensioni: nuovo disegno di legge del premier Matteo Renzi. Intervento diverse forze politiche. Cosa potrebbe prevedere?




Il premier Matteo Renzi ha intenzione di presentare un nuovo disegno di legge in cui proporre misure per il lavoro, a partire dagli ammortizzatori sociali nuovi e nuovi sussidi per la disoccupazione, a partire dalla Naspi, che si affiancherà alle attuali Aspi e Mini Aspi ma che sarà erogata a sostegno di tutti i disoccupati, anche per coloro cioè che al momento non possono usufruirne come i collaboratori a progetto o i titolari di Partita Iva.

All’elaborazione di questo nuovo disegno di legge potranno prender parte le diverse forze politiche che hanno proposte da avanzare e che attraverso il lavoro possono riguardare anche le pensioni. Le richieste sono fondamentalmente quelle di pensare a possibilità di uscite anticipate dal lavoro soprattutto per categorie di lavoratori impossibilitati a rimanere a lavoro fino all’età di 66 anni, soglia fissata dalla legge Fornero.

Stiamo parlando in particolare di precoci e usuranti ma anche dei pensionandi della scuola appartenenti alla Quota 96. In merito, da settimane si susseguono le proposte avanzate già da Cesare Damiano e dall’ex ministro Giovannini, ipotesi che ora sembrerebbero di probabile approvazione perché le uniche che permettono effettivamente la possibilità per il lavoratore di lasciare prima il lavoro, su base volontaria, pur prevedendo penalizzazioni.

Se, infatti, l’uscita flessibile di Damiano consente al lavoratore di andare in pensione a 62 con 35 anni di contributi, prevede anche un sistema di penalizzazioni in percentuale rispetto all’anno di anticipo in cui si decide di lasciare, il prestito pensionistico di Giovannini dà invece la possibilità di lasciare due o tre anni prima rispetto alla soglia prevista ma con decurtazione sull’assegno finale che si riceverà una volta maturati i requisiti veri e propri richiesti.

Queste però sembrerebbero le uniche possibilità per permettere a precoci e usuranti di lasciare prima il lavoro ma anche agli esodati di non continuare ad accrescere le fila di coloro che rischiano di rimanere senza pensione e senza reddito da lavoro.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il