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Isee 2014 in vigore a Giugno in tutta Italia: i problemi che ci sono ancora differenti

Al via ufficialmente dal prossimo mese di giugno nuovo Isee 2014: a cosa serve e per chi vale. Ancora difficoltà per la sua compilazione. Passaggi




E' pronto ad entrare in vigore ufficialmente dal prossimo mese di giugno il nuovo Isee 2014, già in realtà partito, ma sono ancora molti i problemi e le difficoltà che presenta. Venerdì 24 gennaio è stato, infatti, pubblicato in Gazzetta ufficiale il Dpcm 159/2013, che prevede il via per l’applicazione del nuovo Isee 2014. Il provvedimento è entrato in vigore in maniera effettiva il prossimo 8 febbraio ma ci vorranno 120 giorni per l’entrata in vigore ufficiale del nuovo Isee.

L’Indicatore di Situazione Economica Equivalente valuta e confronta la situazione economica dei nuclei familiari per regolare l’accesso alle prestazioni sociali e sociosanitarie erogate dai diversi livelli di governo. Diverse le novità in vigore da quest’anno nell’uso dell’Isee, volte a migliorare l’equità sociale e garantire l’accesso a tariffe agevolate alle prestazioni sociali a chi ne ha maggiormente bisogno evitando gli abusi, dando più peso alla componente del patrimonio e ad una nuova nozione di reddito disponibile.

Tra le principali, inclusi nel reddito, insieme al reddito complessivo ai fini Irpef, anche tutti i redditi tassati con regimi sostitutivi o a titolo di imposta (ad esempio, contribuenti minimi, cedolare secca sugli affitti, premi di produttività, Tfr, ecc.); tutti i redditi esenti e, quindi, anche tutti i trasferimenti monetari ottenuti dalla Pubblica Amministrazione (assegni al nucleo familiare, pensioni di invalidità, assegno sociale, indennità di accompagnamento, ecc.); e i redditi figurativi degli immobili non locati e delle attività mobiliari.

Il nuovo Isee considera il patrimonio all’estero e il valore degli immobili rivalutato ai fini Imu; riduce da 15.494 euro a 10.000 euro la franchigia massima sulla componente mobiliare, che però sarà articolata in funzione del numero dei componenti il nucleo familiare, in quanto sale di 1.000 euro per ogni figlio dal terzo in poi; e, sugli immobili, si considera patrimonio solo il valore della casa che eccede il valore del mutuo ancora in essere.

Il nuovo Isee non prevede, inoltre, l’ampia possibilità di autocertificazione e d’ora in poi solo una parte dei dati potrà essere autocertificata dal contribuente, mentre i dati fiscali e i dati Inps più importanti saranno compilati direttamente dall'Amministrazione.

Secondo alcune simulazioni compiute, lo strumento sembra in grado di cogliere le differenze tra le specifiche condizioni delle persone meglio che in passato, ma permangono comunque difficoltà: diversi operatori, infatti, lamentano complessità gestionale del nuovo Indicatore e un impegno notevole richiesto agli enti coinvolti, a partire dai Comuni, soprattutto per puntare all'equità.

Per conoscere, infatti, le reali condizioni delle persone bisogna raccogliere ed esaminare più informazioni di prima e, considerando la minore autocertificazione rispetto a prima, bisognerà andare a cercare i documenti necessari negli archivi dell'Inps e dell'agenzia delle Entrate.

Cosa complessa da mettere in atto, nonché lunga. L’unico intervento possibile, da parte dello Stato, per rendere più agevole tale procedimento è la predisposizione di una banca dati coordinata tra Inps e agenzia delle Entrate che renda quasi automatica la disponibilità degli eventuali documenti richiesti, in modo computerizzato, e da non far perdere tempo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il