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Pensioni usuranti e precoci Governo Renzi: peggioramenti, no cambiamenti e miglioramenti al momento

Tutto ancora tace sulle pensioni: modifiche per lavoratori precoci e usuranti ancora lontane. Oggi forse nessun cambiamento. Situazione e cosa è necessario fare




E’ stata l’ex ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ha creare disagi e difficoltà nel mondo previdenziale e né il governo Letta né ora quello nuovo guidato da Renzi sembrano saper risolvere tali problemi. Più volte annunciate e promesse, sembra che anche il nuovo governo, come il precedente, lascerà cadere le richieste di modifiche alle pensioni senza far nulla.

E il motivo è presto spiegato: nonostante l’urgenza di alcune situazioni, dagli esodati ai lavoratori precoci e usuranti, sembra che nel piano di oggi, quello sul Lavoro, che presenterà il premier Renzi, non sia contenuto nulla in merito.

Del resto, già nel suo discorso programmatico in occasione della fiducia, il nuovo presidente del Consiglio non aveva fatto accenno alle pensioni, ma molti pensavano che vi sarebbero stati una serie di interventi volti soprattutto a sostenere da una parte il prepensionamento di alcuni, come precoci e usuranti, che per età di inizio lavoro o pesantezza delle mansioni svolte, sono talvolta impossibilitati a rimanere lavoro fino all’attuale soglia dei 66 anni, e dall’altra l’ingresso dei più giovani nel mondo del lavoro.

Ma questo sistema di turn over sembra svanire: le misure presentate oggi non prevedono infatti alcuna uscita anticipata, nessun taglio, tra l’altro, del cuneo fiscale per pensionati, e nessun aumento degli assegni pensionistici. Tutto sembra, dunque, di nuovo, e ancora in stallo.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il