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Nuova cedolare secca 10% aliquota e tassazione. Chi, come e da quando si può usare

Ulteriore abbassamento dell’aliquota di applicazione per la cedolare secca: giù ancora del 5%. A cosa serve questa nuova riduzione e stime




Con il nuovo Piano casa che oggi, mercoledì 12 marzo, il premier Matteo Renzi presenterà, insieme al piano lavoro, in Consiglio dei Ministri, cambierà anche l’applicazione della cedolare secca, imposta che sostituisce quelle dovute sui redditi da locazione (Irpef e addizionali, imposta di registro, imposta di bollo), riservata solo alle persone fisiche proprietarie di un immobile e titolari di un diritto di godimento (diritto di superficie, enfiteusi, usufrutto, uso, abitazione e servitù prediali).

La cedolare secca viene applicata agli immobili adibiti ad uso abitativo accatastati in una delle categorie abitative del gruppo ‘A’, fatta eccezione per l’A10 relativa a uffici e studi privati.

La scelta della cedolare secca vale per tutta la durata del contratto e eventuali proroghe o per il residuo periodo nei casi in cui la scelta della cedolare secca è stata esercitata nel corso della durata del contratto di locazione.

Il proprietario può revocarla in ciascuna annualità successiva a quella in cui è stata scelta la cedolare secca. Il piano casa, insieme a misure per affitti e concessione di mutui agevolati a giovani coppie, prevede novità per l’applicazione della cedolare secca, in particolare un ulteriore abbassamento dell’aliquota dal 15 al 10%.

Già il precedente governo Letta aveva abbassato tale aliquota dal 19 al 15, ma ora per far aumentare le adesioni a questo regime di almeno il 5%, il nuovo governo ha deciso di abbassare ancora l’aliquota del 5%. E la relazione tecnica parla di una base imponibile interessata pari a 540 milioni.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il