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Conti deposito Marzo 2014: calano tassi di interesse ma sono da considerare ancora senza inflazione

Resta ferma l’inflazione italiana e cresce la fiducia per le riforme annunciate dal premier Renzi: cosa cambierà per gli investimenti degli italiani? Conti deposito ancora privilegiati




Nonostante il calo dei rendimenti e dei tassi di intesse, sembrano ancora piuttosto convenienti da sottoscrivere: sono i conti deposito, strumento privilegiato ancora dagli italiani che vogliono mettere al riparo i propri risparmi.

L’andamento dell’economia generale li ha fatti un po’ vacillare in questi ultimi periodi, ma, considerando la loro sicurezza, perché tutelati da fondo interbancario, sono ancora tanti coloro che li preferiscono per i propri investimenti.

Certo, attualmente, rendono meno rispetto al passato ma ciò che se ne può ricavare deve essere valutato in base all’andamento dell’inflazione, oggi decisamente ferma. E sebbene ultimamente i conti deposito presentino tassi inferiori al passato, restano comunque una forma di investimento da considerare.

Tra le migliori offerte disponibili, spiccano quelle di Conto deposito Rendimax Vincolato di Banca Ifis, che garantisce un tasso lordo annuale del 2,75%, 2,21% netto, per vincoli a 12 mesi, gratis tutti i movimenti eseguiti all’interno del conto, così come i bonifici in uscita, e l’imposta di bollo è a carico della banca.; di Findomestic, che ha messo a disposizione un conto deposito fruibile interamente online con tassi di rendimento che variano in base all’ammontare della somma depositata: per somme fino a 5mila euro garantiscono un tasso annuo lordo dell’1,50%, che sale all’1,75% per somme fino a 7.500 euro; al 2% per somme fino a 10.000 euro; al 2,25% per somme fino a 20.000 euro; al 2,50% per somme oltre i 20.000 euro; e di Conto Arancio di ING Direct, che offre un tasso di interesse di ‘promozione’ al 2,40% sulle somme depositate per 12 mesi; alla scadenza della promozione è possibile rinnovare il contratto optando per un vincolo delle somme a 3, 6 o 12 mesi, oppure senza applicare vincolo. In quest’ultimo caso il tasso di interesse base riconosciuto ammonta all’1%.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il