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Stipendio più alto dipendenti, precari, contratti collaborazioni Renzi: di quanto, per chi,da quando

Buste paga più pesanti non solo per ceto meno abbienti ma anche per ceto medio: in quanto sono quantificati gli aumenti. Il premier Renzi assicura: “Aumenti ma nessuna tassazione in più”




L’Italia dovrebbe ripartire: incentivi a lavoro, occupazione, economia e taglio tasse i punti di partenza. Ieri, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha presentato i suoi nuovi piani, lavoro e casa, e ciò che ha maggiormente catturato l’attenzione di tutti, soprattutto dei lavoratori italiani, è stato l’annunciato taglio del cuneo fiscale e un conseguente aumento degli stipendi per alcuni lavoratori.

Un sogno le parole di Renzi di ieri sera, in un momento come quello che l’Italia sta vivendo. Nel dettaglio, Renzi ha spiegato: “Il limite su cui noi ci attestiamo per dare più soldi in busta sono 25mila euro lordi, circa 1.500 euro netti. I destinatari del nostro intervento non sono solo i ceti meno abbienti, ma anche un pò di ceto medio. Per noi è evidente che mettere in tasca mille euro in più all'anno a chi ne guadagna circa 1.500 al mese aiuta la propensione al consumo ma è anche una misura di attenzione, di equità ed è frutto di una politica che dà il buon esempio. Un'operazione che definirei di portata storica”.

E sulle coperture: “La copertura di questi 10 miliardi è totalmente fatta dal governo sulla base del risparmio di spesa, ma senza aumento della tassazione. Il  taglio al cuneo fiscale che scatterà da maggio riguarderà "10 milioni di italiani che prenderanno 10 miliardi di euro: 80 euro netti in busta paga”.

Il premier ha quindi risposto alle polemiche di questi giorni sulle coperture dei 10 miliardi dicendo: “Ho letto in questi giorni una polemica sulla copertura semplicemente incredibile. In-cre-di-bi-le. I soldi per mettere in tasca i 10 miliardi ci sono”.

E poi il pacchetto interventi prevede piano casa, sblocco dei debiti della Pubblica amministrazione e decreto legge sul Lavoro: questi i prossimi impegni del governo. “Presentiamo il lavoro molto serio e articolato che abbiamo predisposto”. Il premier ha poi ribadito le promesse di riforme dei prossimi mesi: “P.A. ad aprile, fisco a maggio e giustizia a giugno”.

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il