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Pensioni usuranti e precoci Governo Renzi: no uscita prima e assegno più basso per spending review

Nessuna uscita anticipata per lavoratori precoci ed usuranti ma taglio alle pensioni più alte da Cottarelli per nuove assunzioni: situazione e delusione




Lavoratori precoci e usuranti vedono allontanarsi sempre più la possibilità di un’uscita anticipata e più flessibile dal lavoro: nulla, infatti, è stato detto ieri, dopo il Consiglio dei Ministri, in merito alle pensioni. Ancora una volta, dopo il suo discorso programmatico, silenzio su una questione che in realtà da mesi suscita dibattiti, polemiche e proteste, quella delle pensioni.

Sono, infatti, tantissimi coloro che ritengono si debba intervenire sulle norme pensionistiche attualmente in vigore perché causano iniquità e problemi, senza considerare gli errori nella sua formulazione che hanno dato vita a nodi ingarbugliati da sciogliere come quello di esodati e pensionandi appartenenti alla Quota 96. Un vero e proprio caos che anche questa volta, nonostante le pressioni, non sarà risolto.

Non si è infatti parlato di possibilità di uscita flessibile, con il sistema proposto da Damiano, né di uscita anticipata, con il prestito pensionistico dell’ex ministro Giovannini; inoltre, non è previsto alcun taglio del cuneo fiscale per pensionati. Il taglio potrebbe invece riguardare le pensioni più alte.

Il commissario straordinario per la spending review, Carlo Cottarelli, in audizione al Senato, ha infatti annunciato, tra gli interventi per reperire risorse da spendere nelle misure di spianta all’economia annunciate da Renzi, un possibile taglio delle pensioni più alte i cui proventi andrebbero ad accrescere il fondo per le nuove assunzioni.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il