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Crisi Crimea e Russia 2014: borsa Usa, Europa e Italia in calo. Come giudicare queste correzioni

Tensioni tra Russia e Crimea si ripercuotono sui mercati globali ma gli esperti prevedono scenari positivi: situazione e previsioni




La situazione in Crimea spaventa l’Europa e le Borse del Vecchio Continente traballano. Complessa la situazione: domenica prossima nella penisola si vota per il referendum sull'indipendenza da Kiev, per gli Stati Uniti il voto è illegittimo, Mosca sostiene gli indipendentisti filo russo come l'ex presidente decaduto, l’Occidente minaccia sanzioni contro la Russia, mentre la Borsa di Mosca perde oltre il 4%.

Ad alimentare i timori degli investitori anche i dati macroeconomici in arrivo dal Giappone: la produzione industriale è stata rivista al ribasso a +3,8% (da 4%) su mese a gennaio su base destagionalizzata e +10,3% (da 10,6%) tendenziale grezzo. E mentre la crisi in Russia genera timori sui mercati azionari globali, sembra allontanarsi, come spiegato da CorriereEconomia, la temuta spirale deflazionistica nell’Eurozona.

Secondo Paola Toschi, market strategist di JPMorgan Am, “Il pericolo di deflazione risulta meno incombente in base alle dichiarazioni di giovedì scorso del presidente Draghi e la leggera revisione al rialzo delle stime di crescita per il 2014 dall’1,1 all’ 1,2%, insieme alla conferma di una stima di aumento del Pil dell’1,5% per il 2015, indicano che la situazione economica tende a normalizzarsi, creando un clima favorevole agli investitori.

Tuttavia la scorsa settimana la crisi tra Russia e Ucraina e la rapida successione della reazione dei mercati, prima con una forte correzione emotiva, poi con un vivace rimbalzo, ha messo in evidenza che nell’anno in corso potranno ancora presentarsi situazioni di tensione e volatilità sebbene all’interno di uno scenario sostanzialmente positivo”. Il consiglio, dunque, in questa situazione è “sempre consigliare agli investitori di limitare le reazioni emotive a eventi specifici di crisi di breve periodo.

E che è necessario mantenere una visione di più lungo termine”. Secondo la strategist, le fasi di correzione, ad esempio quella che stiamo attraversando, “possono rappresentare opportunità di ingresso sui mercati a livelli più contenuti. Tanto più che, oltre al quadro macroeconomico in via di miglioramento sulle due sponde dell’Atlantico, anche i dati aziendali confermano un trend positivo.

Negli Stati Uniti, i dati di chiusura del quarto trimestre dei conti aziendali indicano una crescita degli utili aziendali a doppia cifra, un indicatore importante delle solidità della ripresa americana e della sostenibilità delle quotazioni (piuttosto elevate) raggiunte dai titoli a Wall Street. In Europa, altro mercato azionario preferito nelle scelte di portafoglio di JPMorgan Am, gli utili aziendali del quarto trimestre mostrano un calo medio del 2,5% rispetto al 2013, ma oltre il 50% delle società che hanno già comunicato i dati di consuntivo hanno battuto le previsioni di utile formulate dagli analisti”.

E secondo CorrierEconomia, in questo scenario, solo i mercati emergenti sembrano minacciati dal deflusso dei fondi degli investitori verso aree a maggior sicurezza, non solo per effetto della crisi tra Russia e Ucraina, ma anche perchè altri paesi, come Turchia e Thailandia, stanno attraversando una fase di grave instabilità politica.  

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Autore: Marcello Tansini
pubblicato il