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Btp medio termine e Btp Italia 2014: titoli migliori consigliati da analisti e gestori

Crisi Ucraina, fiducia nelle riforme del nuovo governo Renzi: la migliore ricetta di investimento secondo analisti ed esperti




La crisi in Ucraina destabilizza e divi ancora una volta gli investitori. Come riporta CorrierEconomia, possiamo dire di aver visto una fuga dai mercati azionari e un rifugio in quelli obbligazionari. In una fase come questa, gli investitori scelgono anche strumenti di paesi definiti periferici o meno virtuosi, come i Btp.

Ma il consiglio è sempre lo stesso: diversificare la componente obbligazionaria all’interno del portafoglio titoli e insieme ai Btp inserire anche prestiti a rendimento pressoché nullo, ma portatori di un grado di sicurezza di livello elevato. CorrierEconomia spiega che la vicenda che riguarda l’Est europeo s’inserisce in un mercato che già esprimeva rendimenti molto bassi, a prescindere dal grado di affidabilità degli emittenti.

Dopo anni di sofferenza, il Btp decennale paga un rendimento inferiore non solo al 4%, ma addirittura al di sotto del 3,5%, effetto delle migliorate prospettive economiche dei paesi di area euro, ma anche di favorevoli aspettative sul futuro della politica italiana. I mercati sono fiduciosi e  una parte degli analisti prevede che il differenziale di rendimento fra titoli italiani e tedeschi possa diminuire fino a 150- 160 punti.

E cosa potrebbe accadere nel mondo degli investimenti? C’è chi sostiene sia meglio abbandonare gli investimenti a lunga durata, chi suggerisce la vendita di titoli a cedola fissa, secondo gli esperti, una buona scelta di gestione del proprio portafoglio potrebbe indirizzare verso la vendita di una parte dei titoli a cedola fissa a suo tempo acquistati per beneficiare di un guadagno in conto capitale particolarmente interessante.

Chi, per esempio, avesse fatto acquisti nel Btp day del novembre 2011 oggi ha accumulato performance a due cifre. Secondo CorrierEconmia, chi ha accumulato minusvalenze da titoli obbligazionari o da azioni negli ultimi quattro anni, potrebbe utilizzarle, evitando in tutto o in parte l’addebito dell’imposta sostitutiva sui capital gain.

Il ricavato potrebbe essere investito in Btp Italia, la cui durata e le cui caratteristiche mettono al riparo dal rischio tassi. Successivamente, si potrebbe vendere anche la parte rimanente, destinandola liquidità incassata o agli stessi Btp Italia o ad investimenti di brevissima durata, quali Bot o Cct vicini alla scadenza.

In attesa di scegliere in un secondo tempo la destinazione finale del capitale. Per chi non ama i rischi, seppur minimi, meglio orientarsi verso le emissioni tedesche, finlandesi, olandesi e francesi che godono ancora di un elevato grado di affidabilità.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il