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Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Renzi: il punto aggiornato della settimana

Nessuna uscita flessibile e anticipata per le pensioni di vecchiaia e anzianità: governo tace ma sindacati e forze politiche chiedono nuovi interventi. La situazione




Mentre il premier Renzi tace, sindacati e forze politiche tornano a farsi sentire: argomento di discussione, le modifiche alle pensioni, necessarie per le pensioni anticipate di vecchiaia e anzianità, soprattutto per alcune categorie di lavoratori.

Unico accenno fatto sulle pensioni è un nuovo prelievo su quelle più elevate: inizialmente si era parlato di quelle che si aggiravano intorno ai 2.500, 3mila euro, poi di quelle oltre i 3mila. Su tali assegni dovrebbe, dunque, scattare un prelievo.

Ma le questioni più importanti, come le ipotesi di uscita flessibile e anticipata, non sono state citate e nemmeno discusse, ma in realtà di tratta di modifiche che vengono ancora richieste, anche a sostegno del mercato del lavoro, di una maggiore occupazione e, di conseguenza, di un prepensionamento per chi volesse andare in pensione prima degli attuali 66 anni.

Il governo, infatti, per favorire l’ingresso nel mondo del lavoro dei giovani, attualmente in una situazione davvero allarmante nel nostro Paese, aveva pensato a possibilità di uscita anticipata dal lavoro, per chi raggiunge pensioni di vecchiaia e anzianità.

Le possibilità al vaglio erano quella del prestito pensionistico di Giovannini e dell’uscita flessibile di Damiano, uniche modifiche che permetterebbero di andare in pensione prima, al momento. Ma tutto ancora tace in merito e probabilmente per veri nuovi interventi sulle pensioni bisognerà aspettare ancora.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il