BusinessOnline - Il portale per i decision maker








Rendite finanziarie Renzi 2014: nuove tasse. Chi, come e quando. Differenza e quanto ci si perde.

Quanto si pagherà sugli investimenti con la nuova aliquota al 26% di tassa sulle rendite finanziarie: esempi e calcoli. Tutto sale tranne su Bot e Buoni fruttiferi postali




Aumentare l’aliquota della tassa sulle rendite finanziarie portandola dal 20 al 26%: questa una delle novità annunciate dal premier Matteo Renzi che scontenta molti. Pur infatti allineandosi alla tassazione degli altri Paesi europei, dove l’aliquota di imposta sulle rendite finanziari si aggira intorno al 25%, questa novità sta creando non poche proteste in un’Italia dove il timore, soprattutto delle banche, è che una maggiore tassazione porti i risparmiatori a non investire più la propria liquidità in prodotti finanziari, facendo così venir meno anche disponibilità alle banche stesse.

Effettivamente per chi investe tale aumento si dovrebbe tradurre, secondo alcune stime, in una vera e propria stangata, dovuta soprattutto al fatto che all’aliquota nuova del 26% bisogna aggiungere le mini patrimoniale del 2 per mille che vige.

La tassa colpirà tutti i prodotti finanziati, da conti deposito a conti correnti, azioni, obbligazioni, ecc, ad eccezione dei Buoni fruttiferi postali e dei Bot, per cui l’aliquota resta al 12,5%. Prendendo, per esempio, un conto deposito da 50.000 euro vincolato a un anno, con rendimento lordo del 2%, attualmente un investitore paga 200 euro (20% sugli interessi) e 100 euro di mini patrimoniale (0,2% applicato al valore nominale del portafoglio a fine anno), con la nuova aliquota si pagheranno 260 euro sugli interessi (26%), più 100 euro, per un totale di 360 euro di tasse al posto degli attuali 300.

Investendo 50.000 euro in obbligazioni bancarie (rendimento 3%), la tassazione di 300 euro su cedole e capital gain passerebbe a 390 euro, a cui si aggiungerebbero i 100 euro di mini patrimoniale allo 0,2% e se oggi si pagano 400 euro, se ne pagherebbe 490 euro.

Investendo 50.000 euro in Borsa, oggi si pagano 500 euro su dividendi e capital gain più 100 euro di mini patrimoniale e con la riforma, si pagherebbero  650 euro più 100, per un totale di 750 euro contro i 600 attuali.

Ti è piaciuto questo articolo?




Commenta la notizia



Autore: Marcello Tansini
pubblicato il