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Pensioni usuranti e precoci Governo Renzi: il punto aggiornato della settimana

Si attendono ancora interventi sulle proprie pensioni i lavoratori precoci e usuranti, ma il governo tace. Qualche speranza ancora all’orizzonte?




Si aspettavano diverse modifiche ma in realtà ancora una volta regna il silenzio su esodati e sulle pensioni di lavoratori precoci e usuranti. Le speranze di lavoratori precoci e usuranti si concentravano sull'idea di flessibilità di Damiano e sull’ipotesi di prepensionamento con prestito di Giovannini. Ma nulla è stato detto come del resto sull’intero sistema pensionistico.

Ora misure specifiche per le due categorie sembrano poco probabili, nonostante le speranze che ancora si nutrono e le richieste di sindacati e forze politiche di ulteriori interventi sulle pensioni. Ma finora nè Renzi nè il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, si sono pronunciati, e ancora una volta la Legge Fornero, che ha creato numerosi problemi, a partire da quello degli esodati a quello dei Quota 96, non è stata toccata.

Resta, dunque, aperta la questione dei lavoratori usuranti, coloro che svolgono mansioni troppo pesanti, e insieme a loro anche quella dei lavoratori precoci. Si tratta di lavoratori che hanno iniziato la carriera molto presto, prima del compimento della maggiore età.

La riforma Fornero, pur innalzando a 66 anni il requisito anagrafico per ottenere la pensione, permette a tutti i lavoratori di mettersi al riposo in anticipo, a prescindere dall'età e soltanto sulla base dei contributi versati. Per gli uomini, sono necessari 42 anni e 5 mesi di carriera (42 anni e mezzo dal 2014) mentre per le donne occorrono 41 anni e 5 mesi (41 anni e mezzo dal 2014).

Ma l'accesso alla pensione anticipata prevede penalizzazioni per chi non ha ancora compiuto i 62 anni. In particolare, chi lascia il lavoro tra i 60 e i 62 anni subisce un taglio della rendita tra l'1 e il 2%, e per chi lascia ancor prima, la pensione si riduce di 2 punti per ogni anno che precede il raggiungimento della soglia dei 60. A causa delle penalizzazioni previste dalla legge Fornero, però, una pensione con questo profilo rischia di subire un taglio dell'assegno superiore all'8%.

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Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il