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Pensioni vecchiaia e anzianità Governo Renzi: età uscita più alta confermata e non solo

Questione pensioni ancora nodo centrale da sbrogliare per il nuovo governo Renzi: opzione contributivo e innalzamento dell’età contributiva delle donne per la pensione di anzianità. Possibili interventi




Resta ancora un nodo centrale quello delle pensioni per il governo Renzi: in discussione ancora la pensione anticipata per le donne con opzione contributivo, una possibilità risalente alla Riforma Maroni e non toccata dalla legge Fornero ma anche l’aumento dell’età contributiva delle donne per la pensione di anzianità da 41 a 42 anni, come gli uomini.

Quest’ultima misura dovrebbe arrivare in risposta al monito dell’Unione europea che ha puntato il dito, mesi fa, contro l’Italia ritenendo questa norma iniqua. Ma non solo: il piano di spending review del commissario Carlo Cottarelli prevede tra gli altri interventi sulle pensioni anche tagli, per le pensioni di reversibilità (previsti 100 milioni dal 2016), intervento sugli assegni di accompagnamento per gli invalidi totali (100 milioni dal 2015), revisione delle pensioni di guerra (200 milioni già da quest'anno), da cui dovrebbero derivare un bel po’ di risorse. Insieme a queste misure, l’eventuale prelievo sulle pensioni che, come detto finora, dovrebbero superare i 3 mila euro.

Ma tornando alla pensione anticipata di vecchiaia per la donne, resta anche aperta la discussione sulla cosiddetta opzione contributiva. L’opzione contributivo per la pensione anticipata delle donne lavoratrici prevedeva che le donne che volessero la pensione anticipata potevano andarci a 57 anni se lavoratrici dipendenti (settore pubblico e privato), a 58 anni se autonome, avendo 35 anni di contributi ed optando per il metodo contributivo anche per gli anni in cui era per loro valido il metodo retributivo, che comportava una riduzione dell'importo della pensione, accessibile però con qualche anno di anticipo se i contributi fossero stati maturati entro dicembre 2015.

L'opzione contributivo per la pensione anticipata donne non è stata toccata dalla legge Fornero ma l'Inps ha applicato l'incremento dell'età dovuto all'aumento della speranza di vita e le finestre mobili che indicavano il tempo di attesa di 12 e di 18 mesi tra la maturazione dei requisiti e l'effettivo pensionamento, alzando così la soglia di età per la pensione anticipata per le lavoratrici dipendenti da 57 anni a 57 e tre mesi, da 58 anni a 58 e tre mesi per le lavoratrici autonome, anticipando anche il termine ultimo per maturare i requisiti contributivi minimi a maggio 2014 per le lavoratrici autonome, a novembre 2014 per le lavoratrici dipendenti.

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Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il